Mutui terzo trimestre 2018 in Italia: erogazioni su del 3,7 per cento

Mutui terzo trimestre 2018 in Italia erogazioni su del 3,7 per cento
Le erogazioni dei mutui terzo trimestre 2018 sono aumentate del 3,7 per cento rispetto all’anno precedente

Nel terzo trimestre dello scorso anno, le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.806 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, è stata registrata una crescita delle erogazioni pari a +10 per cento, per un controvalore di oltre 1 miliardo di euro. Questo è quanto emerge dai dati indicati nel report Banche e istituzioni finanziarie – III trimestre 2018 pubblicato a fine dicembre da Banca d’Italia.

I dati pubblicati sono molto importanti in quanto vanno a confermare il trend di ripresa dei volumi che aveva visto passare in positivo il saldo andamentale rispetto al 2017 nel secondo semestre dell’anno. Dall’inizio dello scorso anno infatti i volumi si attestano ad oltre 36 mld di euro, in crescita del 3,7 per cento rispetto all’anno precedente.

A differenza della crescita delle erogazioni che ha caratterizzato il periodo 2013- 2016, si è di fronte ad una crescita incentrata sui finanziamenti legati alle compravendite immobiliari. Queste ultime non solo hanno compensato il crollo delle surroghe registrate nei trimestri scorsi e passate dal 24,8 per cento dei volumi nel 2015 all’11,7 per cento di quest’ultima rilevazione, ma hanno addirittura sospinto il mercato complessivo delle erogazioni portandolo alla crescita del +3,7 per cento.

Sono segnali positivi quelli lanciati dal mercato del credito, tuttavia, bisognerà attendere i dati di mercato relativi al quarto trimestre dello scorso anno, quello che più di tutti è stato influenzato dall’aumento dello spread e che darà quindi una direzione al mercato del prossimo anno.

Secondo le previsioni dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, il mercato dei mutui alle famiglie è oggi ben strutturato e chiuderà l’anno intorno ai 49-50 mld di euro. Nel corso degli scorsi anni, grazie al Quantitative Easing, la Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando, di fatto, l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi

La Bce ha iniziato a immettere liquidità sui mercati nel 2015 per 80 miliardi, poi ridotti a 15 a partire da settembre 2018. A dicembre ha chiuso il programma di nuove immissioni. Continuerà a calmierare i prezzi del denaro grazie al reinvestimento dei titoli già acquistati e ciò dovrebbe comunque garantire una buona iniezione di liquidità ai mercati e quindi indici di riferimento dei mutui ancora ai minimi almeno per tutto il 2019.

Il resto dipenderà molto dalle politiche che il nostro paese adotterà in termini di sostegno all’economia, soprattutto riguardo all’occupazione ed al reddito delle famiglie. Ad oggi, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti ed i tassi dei mutui molto bassi, permangono interessanti opportunità sul mercato della casa sia per chi vuole comprare a scopi abitativi sia per chi vuole acquistare a titolo di investimento, ragion per cui si guarda con fiducia alla stabilità del mercato del credito anche per il 2019.

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