Subaffitto di una stanza in condominio: come farlo legalmente

Subaffitto di una stanza in condominio come farlo legalmente
Il subaffitto di una stanza in condominio è consentito dalla legge ma deve tenere in considerazione anche il regolamento di condominio, il consenso del proprietario

Il subaffitto di una stanza in un appartamento preso in locazione in un condominio è consentito dalla legge, tuttavia, bisogna prestare molta attenzione a quanto stabilito dal regolamento condominiale che potrebbe vedere tale operazione come svolgimento di un’attivita stile pensione, locanda o bed and breakfast.

In realtà, si tratta di una semplice intermediazione nella locazione di singole stanze che, peraltro, potrebbero avere dei regolari contratti destinati, ad esempio, a studenti universitari.

Si parla di sublocazione quando, dopo aver concluso un contratto di locazione, si decide di darlo in affito in tutto o in parte ad un’altra persona. La legge non lo impedisce ma, se svolta come attività professionale per ricavarne un reddito, obbliga ad aprire una regolare partita Iva. Ovviamente, il proprietario dell’immobile dovrà essere ufficialmente messo a conoscenza delle intenzioni di subaffittare ed il consenso dovrà essere scritto.

Si parla di sublocazione totale quando il proprietario ha espressamente autorizzato il conduttore a sublocare l’intero immobile ad un terzo (subconduttore). L’autorizzazione deve essere inserita in una clausola del contratto di affitto principale. Se il contratto non prevede nulla, il subaffitto totale è illegittimo. In presenza del consenso, il proprietario dell’appartamento non può più opporsi. Di norma, il contratto di affitto prevede l’obbligo, per l’inquilino che dà in subaffitto l’appartamento, di comunicarlo di volta in volta al proprietario.

Per la sublocazione parziale, vale a dire quanto si tratta di una o più camere e non l’intero appartamento sublocato, non è necessario avere autorizzazione né è necessario inserire una specifica clausola nel contratto di affitto principale. Tuttavia, è fatto obbligo di comunicare chi andrà nell’appartamento, la durata del contratto ed i vani sublocati. Se viene omessa tale informativa, la sublocazione è comunque valida e non è causa di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento. Nella sublocazione parziale avviene dunque l’esatto contrario di quella totale: se nulla è indicato nel contratto, il subaffitto parziale è lecito e possibile. Se il padrone di casa vuole vietare il subaffitto parziale lo deve scrivere nel contratto di locazione. Il locatore può opporsi per gravi motivi alla sublocazione entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, a pena di decadenza.

Add Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.