Tassi sui mutui ancora stabili: le previsioni per i prossimi mesi

Tassi sui mutui ancora stabili le previsioni per i prossimi mesi
I tassi sui mutui ancora stabili per i prossimi mesi nonostante la fine del Quantitative Easing della BCE, i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it

Non erano pochi i dubbi sulla sorte dei tassi di interesse dei mutui, considerando la fine del Quantitative Easing della BCE e la situazione politica non certo rassicurante, ci si aspettava forti rialzi. Al contrario, la Banca Centrale ha annunciato stabilità dei tassi ancora per qualche mese, inoltre, Euribor ed Eurirs, continuano a segnare valori stabili intorno ai minimi dello scorso anno.

La conferma arriva dalle ultime rilevazioni dell’Osservatorio di MutuiOnline.it che per l’Eurirs a 20 anni rileva a dicembre l’1,40 per cento, contro l’1,45 di novembre e l’1,51 di ottobre, mentre l’Euribor ad 1 mese è ancora stabile intorno al-0,36 / -0,37 per cento.

Tale stabilità si riflette sulle migliori offerte di mutuo, prolungando così la prospettiva di risparmio e convenienza per coloro che hanno intenzione di chiedere un nuovo mutuo o una surroga nel 2019. Se il quarto trimestre dell’anno appena chiuso ha fatto rilevare solo il 40,7 per cento di surroghe domandate contro il 49,2 per cento di mutui per l’acquisto della prima casa, (nel trimestre precedente erano rispettivamente il 48,2 ed il 41,7 per cento), le surroghe passano dal 46,6 per cento del terzo trimestre al 51,2 per cento del quarto, mentre gli acquisti prima casa calano al 41,7 per cento dal 45,5, segnale che le banche devono ancora smaltire numerose pratiche di surroga che hanno registrato un picco nel terzo trimestre dovuto alle incertezze economiche del Paese, facendo decidere i mutuatari a convertire il proprio mutuo da tasso variabile a tasso fisso, una garanzia di una rata conveniente per l’intera durata residua del mutuo.

In attesa di ulteriori cambi, in buona sostanza, i mutuatari hanno voluto approfittare dei tassi ancora ai minimi storici, generando una vera e propria corsa al tasso fisso. Così, nell’ultima parte del 2018 le richieste di mutui a tasso fisso sono state l’84,3 per cento sul totale del campione (erano l’83,6 per cento il trimestre precedente), percentuale che sale all’89,2 per cento per i mutui erogati (erano l’87,4 per cento il trimestre prima). Si tratta dei massimi storici di sempre per il tasso fisso: un vero e proprio plebiscito in nome della sicurezza e del rischio a zero, che è anche una buona assicurazione per le banche che si garantiscono la fedeltà di clienti per un lungo termine.

Nel quarto trimestre del 2018 l’importo medio di mutuo richiesto ammontava a 131.545 euro, segnando un massimo storico dell’importo richiesto e guadagnando sul trimestre precedente circa 2.500 euro. L’importo medio erogato è stato di 127.367 euro, anche in questo caso la cifra più alta dello storico dell’Osservatorio.

Passando alle classi di importo, a dominare la domanda è l’intervallo 50.000-100.000 euro, con il 35,4 per cento, seguito dall’ammontare ricompreso tra i 100.000 ed i 150.000 euro, che comunque riguarda il 31,4 per cento delle richieste. Stessa proporzione per le erogazioni, che vedono in testa sempre l’importo 50.000-100.000 euro con il 36,2 per cento e la classe 100.000-150.000 euro con il 34,3 per cento sul totale del campione.

Sul fronte della domanda prevale un soggetto tipo del nord Italia (42,2 per cento), di età tra i 36 e i 45 anni (43,0 per cento), con un lavoro a tempo indeterminato (82,4 per cento) ed uno stipendio tra i 1.500 e i 2.000 euro (36,3 per cento). Il Nord prevale anche sulle erogazioni ma con una percentuale più alta (48,8 per cento), un’età compresa tra i 36 e i 45 anni (45,9 per cento) ed un impiego stabile ed a tempo indeterminato (86,0 per cento), con un reddito che oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro nella percentuale del 38,9 per cento.

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