Tasso di interesse negativo sui mutui: cosa accade al mutuatario

Tasso di interesse negativo sui mutui cosa accade al mutuatario
In caso di tasso di interesse negativo sui mutui, cosa succede al mutuatario che sta rimborsando il finanziamento? La banca è tenuta a versare interessi al cliente?

Può accadere che il tasso di interesse sul mutuo calcolato su un indice variabile sia negativo, in questo caso è facile ritenere che il mutuatario non debba corrispondere nessun interesse e, anzi, avrebbe diritto al rimborso. Tuttavia, la banca non è mai tenuta a versare interessi a chi sta rimborsando un mutuo.

A fare il punto della situazione è Facile.it. Il tasso di interesse del mutuo viene calcolato sommando il valore indicato dall’indice di riferimento ad uno spread stabilito dalla banca. Sulla somma ottenuta si calcolano gli interessi che il cliente dovrà versare in aggiunta alla quota capitale da restituire. Facendo il calcolo per un mutuo variabile su base Euribor, potrebbe accadere che raggiungendo l’Euribor valori negativi, anche sommato allo spread deciso da contratto il risultato totale non superi lo 0 per cento, questo significa che il tasso è negativo.

Per evitare qualsiasi contestazione, le banche inseriscono nel contratto una clausola floor, che stabilisca che il tasso non potrà in nessun caso scendere sotto una soglia prestabilita. È la soluzione speculare al CAP, la clausola che protegge il cliente da un rialzo eccessivo degli indici impedendo al tasso di interesse di superare una certa quota, qualunque cosa accada.

Se il contratto non prevede clausole floor e lo spread del mutuo è talmente conveniente da non far superare quota 0 per cento al tasso complessivo, si può verificare il caso particolare. Il cliente ottiene un tasso negativo e avrebbe diritto a ricevere interessi anziché corrisponderli.

Una situazione simile è stata oggetto di una controversia di cui si è occupato l’Arbitro Bancario Finanziario di Milano, come riporta Il Sole 24 Ore. Con la decisione 23294 dell’8 novembre 2018, il Collegio di Coordinamento ha giudicato illegittimo il comportamento della banca che, rendendosi conto di quanto stava accadendo, ha inserito, senza nulla comunicare al cliente, le clausole floor e CAP che non erano presenti al momento della stipula del contratto.

Tuttavia, facendo riferimento all’articolo 1813 del Codice Civile, l’Arbitro Bancario Finanziario ha escluso la possibilità che la banca dovesse versare interessi al cliente che stava rimborsando un mutuo, per la natura stessa del contratto, che prevede la restituzione di un capitale al quale vanno applicati degli interessi o al limite a interessi zero, ma esclude la possibilità che il cliente possa concludere il piano di rimborso del mutuo restituendo in totale una somma inferiore al capitale ricevuto dalla banca.

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