Tari nella bolletta della luce come il canone Rai: l’ipotesi nella Legge di Bilancio

Tari nella bolletta della luce come il canone Rai l’ipotesi nella Legge di Bilancio
Spunta l’ipotesi della Tari nella bolletta della luce come il canone Rai, una rata ogni bimestre, l’emendamento alla Legge di Bilancio 2019 proposto dalla Lega

L’evasione fiscale in Italia è una piaga difficilmente superabile, per scongiurarla si corre ai ripari. Tra le tasse che gli italiani pagano meno volentieri è la Tari, la tassa sulla spazzatura. Per ovviare alla fuga, la Lega ha inserito nella Legge di Bilancio 2019, un emendamento che non offre vie di scampo ai contribuenti.

Dal prossimo anno la bolletta della luce potrebbe essere molto più pesante di quanto già non sia, poichè, oltre al canone Rai, si aggiungerebbe anche la Tari, praticamente, attualmente si paga due volte l’anno, se passasse l’emendamento, la cifra sarebbe divisa in quattro rate.

Della luce non si può fare a meno, dunque, si rischia che la bolletta diventi un mezzo di riscossione esattoriale per recuperare le imposte maggiormente evase. Tuttavia, almeno per quanto riguarda il canone Rai, vige il divieto dell’interruzione della luce se l’utente non paga. Sarà poi il gestore a riferire all’Agenzia delle Entrate che avvierà le pratiche di riscossione esattoriale mediante la cartella di pagamento.

Secondo le stime dell’O.N.F. (Osservatorio Nazionale Federconsumatori), la spesa media attuale è di 321,96 euro, con l’addebito della spazzatura sulla bolletta della luce i contribuenti arriveranno a pagare circa 53,50 euro in più ogni bimestre. Inoltre, bisogna fare i conti con i rimborsi da erogare alle società elettriche. Senza contare poi il rischio di errori, doppi addebiti e addebiti impropri, errori che poi dovrà risolvere l’utente per non dover pagare importi non dovuti.

Mentre il canone Rai è uguale per tutto il territorio nazionale, la Tari varia a seconda del Comune ed in base alle caratteristiche dell’immobile, alle pertinenze ed al numero di occupanti. La formulazione attuale non riguarderebbe tutte le amministrazioni locali ma soltanto i Comuni in situazioni di dissesto e che hanno deliberato un piano di riequilibrio finanziario.

Le associazioni di categoria dissentono, per Federconsumatori l’idea è “impensabile“, soprattutto per le famiglie: “Ci preoccupa, inoltre, la confusione avvenuta in occasione dell’introduzione del Canone Rai in bolletta, con errori, doppi addebiti e addebiti impropri. Alla luce di quanto accaduto non osiamo immaginare cosa potrebbe accadere con una tassa che, tra l’altro, è di competenza comunale ed in passato è già stata interessata da errori (non dimentichiamo la questione della Tari sulle pertinenze per cui molti cittadini attendono ancora i rimborsi). Infine ci chiediamo con che criterio l’azienda venditrice di energia ripartisca tali introiti ai comuni e con quali costi”.

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