Spese condominiali e leasing immobiliare: ne risponde il proprietario

Spese condominiali e leasing immobiliare ne risponde il proprietario
Per le spese condominiali e leasing immobiliare
valgono le stesse regole della locazione, in caso di spese non pagate il recupero del credito sarà nei confronti del proprietario e non dell’utilizzatore in leasing

Il caso preso in esame dalla Corte di Cassazione riguardava un immobile concesso in locazione finanziaria, si tratta quindi di leasing immobiliare, ed il problema sorto erano le spese condominiali.

Se l’utilizzatore del leasing immobiliare non dovesse pagare le spese condominiali, l’amministratore dovrà agire per il recupero del credito nei confronti del proprietario. Questo è quanto chiarisce l’ordinanza n. 27162 emessa della seconda sezione civile della Corte di Cassazione, riportata da Italia Oggi.

La Cassazione specifica che l’utilizzatore di un immobile concesso in locazione finanziaria non è legittimato a partecipare alle assemblee condominiali ed a impugnare le relative deliberazioni. In condominio, per il leasing immobiliare valgono le stesse regole della locazione.

Nel caso specifico, una società aveva impugnato la delibera assembleare di approvazione del consuntivo, contestando le spese poste a suo carico, sostenendo di essere proprietaria/utilizzatrice di una unità immobiliare facente parte di un edificio condominiale, il quale era a sua volta compreso in un supercondominio retto da un regolamento condominiale. Il tribunale aveva dato ragione alla società impugnante ed annullato la delibera. L’amministratore aveva però presentato immediato appello, chiedendone l’integrale riforma. In secondo grado i giudici avevano accertato che l’immobile era stato oggetto di un contratto di locazione finanziaria in base al quale la società appellata aveva utilizzato lungamente il bene, comportandosi da vera e propria condomina nei confronti dell’amministratore e degli altri comproprietari.

La società era una semplice conduttrice finanziaria e poiché non si trattava di spese relative al riscaldamento centralizzato, i giudici della Corte di appello avevano ritenuto che la stessa non avrebbe potuto né partecipare all’assemblea condominiale né procedere ad impugnare le relative deliberazioni. Di qui l’accoglimento dell’appello interposto dal condominio e l’integrale riforma della sentenza di primo grado.

La Cassazione ha evidenziato come nel condominio edilizio, così come in ogni forma di comunione, solo i partecipanti hanno la facoltà di impugnare le deliberazioni assembleari, che rappresentano l’atto formale attraverso il quale si estrinseca la volontà della maggioranza dei comproprietari. L’articolo 1137 del Codice civile specifica che soltanto i condomini hanno il diritto di chiedere in giudizio l’annullamento delle deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio. La Suprema Corte ha sottolineato che la legittimazione ad agire per l’impugnazione di una delibera assembleare manca tutte le volte in cui dalla stessa prospettazione della domanda emerga che l’attore non è un condomino e la relativa carenza può essere eccepita in ogni stato e grado del giudizio ed anche essere rilevata d’ufficio dal giudice.

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