Scadenza saldo Imu-Tasi 2018: 10,2 miliardi di euro nelle casse dello Stato

Scadenza saldo Imu-Tasi 2018 10,2 miliardi di euro nelle casse dello Stato
La scadenza Imu-Tasi 2018 è alle porte, secondo le stime Uil, in molte città si superano i 2.000 euro, Roma e Milano le città più care, come fare se si paga in ritardo

Ultimo appello per i contribuenti tenuti a pagare il saldo Imu-Tasi la cui scadenza è il 17 dicembre, sarebbe il 16 ma, essendo festivo, si rimanda al giorno successivo. Nelle casse dello Stato entreranno 10,2 miliardi di euro mentre complessivamente per il 2018 saranno 20,4 miliardi di euro.

Lo studio annuale del Servizio politiche territoriali della Uil rileva che, con una media di 2.064 euro, è Roma la città più cara. A Milano, invece, si pagheranno 2.040 euro medi; a Bologna 2.038 ; a Genova 1.775; a Torino 1.745. Si spenderà meno invece ad Asti con un costo medio di 580 euro, Gorizia (582), Catanzaro (659), Crotone (672), Sondrio (674 euro).

Quest’anno non ci sono particolari complicazioni poichè i Comuni non potranno aumentare le aliquote, tuttavia, Confedilizia ha voluto spiegare come eventualmente agire in caso di versamento fatto in ritardo. Saranno 25 milioni i proprietari di immobili che dovranno pagare l’imposta, il 41 per cento del totale sono lavoratori dipendenti e pensionati.

Ivana Veronese, segretaria Confederale Uil, spiega che nei capoluoghi di provincia per una seconda casa l’esborso medio annuo, sarà di 1.070 euro (535 euro per il saldo. L’Imu-Tasi invece sulle prime case di lusso costerà mediamente 2.610 euro, con punte di oltre 6 mila euro. Circa 3,5 milioni di proprietari di prima casa pagheranno l’Imu-Tasi sulle seconde pertinenze (garage, cantina) con un costo medio di 56 euro, con punte di 110 euro annui. In Italia sono 480 i Comuni che applicano la maggiorazione Tasi sulle seconde case (fino ad un massimo dello 0,8 per mille) di cui 18 città capoluogo.

In particolare Roma, Milano, Ascoli, Brescia, Brindisi, Modena, Potenza, Rieti, Savona, Verona hanno scelto l’aliquota dell’11,4 per mille; Macerata l’11,3 per mille; Terni e Siena, l’11,2 per mille; Lecce, Massa e Venezia l’11 per mille; Agrigento il 10,9 per mille; Caltanissetta il 10,7 per mille. Altre 70 Città capoluogo, applicano l’aliquota del 10,6 per mille tra cui Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Bari.

Confedilizia spiega come si può rimediare nell’ipotesi non si riuscisse a pagare entro la scadenza, ricordando che la sanzione sarò del 30 per cento, che si riduce al 15 per cento in caso di pagamento entro tre mesi. Ai ritardatari conviene ricorrere al ravvedimento operoso, il cosiddetto ”ravvedimento sprint” che consente di pagare fino a 14 giorni di ritardo dalla scadenza pagando solo lo 0,1 per cento in più al giorno, in pratica 1 euro per ogni 1.000 dovuti.

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