Costruzione di una tettoia sul balcone: quando serve il permesso di costruire

Costruzione di una tettoia sul balcone quando serve il permesso di costruire
Per la costruzione di una tettoia sul balcone ancorata al frontalino del balcone del piano di sopra, cosa dice la legge

Quando si ha un balcone vivibile, spesso si arreda con mobili adatti che sono comunque soggetti ad accumulare polvere ma, soprattutto, esposti alle intemperie che li rende inutilizzabili. Si decide così di costruire una tettoia leggera, ancorandola al frontalino del balcone sporgente del piano superiore.

Tuttavia, prima di iniziare qualche lavoro è oppurtuno chiedersi se la tettoia può alterare l’estetica dell’edificio e se è necessario avvisare il condomino del piano di sopra. A spiegare la possibilità di eventuali rischi è una recente sentenza del Tribunale di Roma riportata da La legge per tutti.

Innanzitutto, il condominio non può opporsi, anche se, qualora lo ritenesse un abuso edilizio, potrebbe chiedere un controllo.L’ordinamento stabilisce che solo le tettoie di piccole dimensioni non necessitano del permesso di costruire. Quindi tutto dipende da quanto ampia sarà la struttura che si andrà a realizzare. Meglio sarebbe verificare i regolamenti comunali che potrebbero richiedere la Scia, tenendo conto che le tettoie, se non correttamente realizzate, potrebbero essere un pericolo per i passanti.

Se il condominio non può opporsi, bisogna tenere conto dell’estetica dell’edificio, vale a dire che qualsiasi lavoro effettuato non deve alterare l’insieme delle linee dello stabile. Per evitare discussioni, meglio sarebbe sottoporre preventivamente il progetto all’assemblea e farsi autorizzare. Potrebbe succedere che il vicino del piano di sopra possa contestare. Innanzitutto una tettoia estesa può precludergli la vista alla strada o al giardino sottostante, togliendo anche l’aria ed il diritto di affaccio. La tettoia, inoltre, potrebbe anche facilitare l’accesso di eventuali malintenzionati all’appartamento sovrastante.

Il Codice Civile stabilische che le distanze delle costruzioni dalle vedute non può essere inferiore a tre metri. Se la veduta diretta forma anche veduta obliqua, la distanza di tre metri deve pure osservarsi dai lati della finestra da cui la veduta obliqua si esercita. Il mancato rispetto della distanza minima comporta quindi l’obbligo di rimuovere la tettoia sul balcone.

Nel caso preso in esame dai Giudici, si trattava della costruzioni di una tettoia e l’installazione di una sirena dell’impianto di allarme, entrambe posizionate sul frontalino del balcone sporgente. Il Tribunale ha osservato che questi ultimi costituiscono solo un prolungamento dell’appartamento dal quale protendono e, non svolgendo alcuna funzione di sostegno né di necessaria copertura dell’edificio, non possono considerarsi a servizio dei piani sovrapposti e, quindi, di proprietà comune dei proprietari di tali piani.

I frontalini rientrano nella proprietà esclusiva del condomino titolare del balcone. Pertanto “…è palese che la tettoia, sia quella installata sulla parete condominiale, sia quella installata direttamente sul frontalino del balcone sono fonte di pregiudizio per il vicino, e non solo per la netta limitazione della veduta. Le tettoie, per la loro stessa conformazione, costituiscono potenziale ricettacolo di polvere, sporcizia ed appoggio per volatili”. Nel caso specifico, il consulente tecnico nominato dal Giudice ha appurato che la costituiva un pericolo per la sicurezza in quanto agevolava i malintenzionati ad accedere all’appartamento.

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