Presunto abuso edilizio del vicino: quando si può denunciare

Presunto abuso edilizio del vicino quando si può denunciare
Prima di denunciare un presunto abuso edilizio del vicino è necessario fare accertamenti presso il Comune che confermino l’eventuale illecito

La convivenza con i vicini di casa non è mai facile, i motivi che portano alle liti sono svariati, fra questi, l’eccessiva rumorosità, l’invasione della propria privacy o la realizzazione di una piccola costruzione che si ritiene essere abusiva, ad esempio, una veranda o simili.

Nel caso di un sospetto abuso edilizio, la tentazione è quella di denunciare l’illecito, tuttavia, prima di agire è necessario prendere tutte le informazioni dal Comune e verificare l’esistenza del permesso di costruire.

In merito si è spesso espressa la giurisprudenza amministrativa, come riporta La legge per tutti. Va innanzitutto precisato che non tutti possono accedere agli atti della pubblica amministrazione relativi ad una concessione edilizia. Lo possono fare solo coloro che potrebbero essere pregiudicati da una costruzione troppo ravvicinata. In questo caso, il Comune deve consentire la visione dei documenti e dei certificati presentati dal titolare dell’immobile e delle relative concessioni o sanatorie riconosciutegli dall’ente locale.

Entro 30 giorni dovrebbe arriva la risposta, in mancanza, si può ricorrere al Tar non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento.

Se si ritiene che ci sia un abuso edilizio, si può sollecitare la Pubblica Amministrazione per far verificare la legittimità del permesso di costruire o della Scia, ma non è consentito contestare violazioni di norme che garantiscono diritti soggettivi. L’istanza di verifica da parte del Comune deve essere presentata entro 60 giorni da quando si ha conoscenza dell’inizio attività del confinante. A tale conclusione è arrivata una recente sentenza del Tar Abruzzo.

Una volta definito il fatto che si può accedere agli atti e che, entro 30 giorni, si può sollecitare una verifica all’amministrazione, è bene chiarire che, secondo una recente sentenza del Consiglio di Stato, i terzi possono richiedere unicamente la verifica della legittimità della Scia in relazione alle norme di diritto pubblico e non già a norme civilistiche o di regolamenti tra le parti. Non possono essere chieste verifiche su violazioni di norme civilistiche o relative a regolamentazione di rapporti tra privati (ad esempio il rispetto delle distanze dal confine, del diritto di veduta e di passaggio, e via dicendo).

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