Chiarimenti sulla cedolare secca 2019: quanto risparmiano i proprietari

Chiarimenti sulla cedolare secca 2019 quanto risparmiano i proprietari
Alcuni chiarimenti sulla cedolare secca 2019, quanto risparmiano i proprietari che affittano un’abitazione, i vantaggi per l’inquilino, il regime agevolato esteso anche a negozi e uffici

La cedolare secca è un regime agevolato per i proprietari di immobili che affittano un appartamento. In vigore dal 2011, consente al contribuente di risparmiare sulle tasse da versare sui redditi percepiti da un affitto, purché rinunci all’aumento del canone.

La cedolare secca consente di pagare un’aliquota del 10 per cento sugli affitti a canone concordato. Secondo quanto stailito dalla Legge di Bilancio 2018, dal prossimo anno, questa possibilità è estesa anche agli affitti di locali commerciali, vale a dire negozi e uffici.

L’affitto con cedolare secca nel 2019 non subirà variazioni, si potrà scegliere l’opzione per il contratto di locazione di un appartamento con aliquota del 21 per cento per il canone libero e 10 per cento per il canone concordato. Per quanto riguarda i locali ad uso commerciale, è necessario che gli stessi rientrino nella categoria catastale C/1 e che abbiano una superficie fino a 600 mq, escluse le pertinenze. Restano esclusi quelli stipulati nel 2019 che risultavano non scaduti al 15 ottobre 2018 tra gli stessi soggetti e per lo stesso immobile.

I vantaggi economici dell’affitto con cedolare secca consistono soprattutto nel pagare meno tasse. Facendo un esempio, per l’affitto di un appartamento di 700 euro a canone libero, il ricavo annuo è di 8.400 euro, pertanto, si dovranno versare allo Stato 1.764 euro con l’aliquota al 21 per cento. Con un canone concordato di 500 euro mensili, si ricavano ogni anno 6.000 euro, allo Stato si versano 600 euro (aliquota 10 per cento).
La cedolare secca può essere revocata con una comunicazione all’Agenzia delle Entrate utilizzando il modello Rli o il modello F24 Elide con elementi identificativi.

Sia l’inquilino che il proprietario hanno diritto ad alcune agevolazioni fiscali. Il proprietario di una casa affittata con la cedolare secca 2019, può avere un’ulteriore riduzione del 30 per cento del reddito imponibile dei fabbricati ai fini Irpef, se nella dichiarazione dei redditi vengono indicati i dettagli della registrazione del contratto che riguardano la dichiarazione Imu. C’è anche la possibilità di ottenere uno sconto del 75 per cento sull’aliquota Imu e Tasi del Comune in cui si trova l’immobile affittato a canone concordato. Inoltre, il reddito derivante dall’affitto con cedolare secca non va sommato ad altri redditi.

Il vantaggio per l’inquilino è la possibilità di detrazione fiscale del canone di affitto: 495,80 euro per redditi non superiori a 15.493,71 euro; 247,90 euro per redditi tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro. Se l’inquilino trasferisce la propria residenza nell’immobile in cui abita in affitto, ha diritto ad un’ulteriore detrazione pari a 991,60 per i primi 3 anni di locazione.

Si può beneficiare della cedolare secca anche per affitti brevi (non più di 30 giorni per volta). Questi contratti possono essere firmati da persone fisiche e non hanno bisogno di registrazione. Inoltre, sono accettati anche i contratti sublocazione; concessione in godimento oneroso da parte del comodatario; locazione che comprende servizi accessori come la pulizia dell’appartamento, la fornitura e la stiratura della biancheria, ecc.).

Sono previste pesanti sanzioni se non si rispettano le regole. In particolare, si paga dal 120 al 240 per cento dell’imposta dovuta per omessa registrazione del contratto; dal 200 per cento dell’imposta dovuta per nascondere al Fisco una parte del canone; 30 per cento dell’imposta versata in ritardo; 35 euro per risolvere un contratto con 30 giorni di ritardo; 67 euro per risolvere un contratto con oltre 30 giorni di ritardo.

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