Tari nelle regioni italiane: le differenze di aliquota tra Nord e Sud Italia

Tari nelle regioni italiane le differenze di aliquota tra Nord e Sud Italia
La Tari nelle regioni italiane ha differenze importanti, si paga più al Sud che al Nord, aumenti in dieci regioni, Napoli nella top 10 delle città più costose

La tassa sui rifiuti (Tari), non è uguale su tutto il territorio nazionale ma varia da Comune a Comune, così come da Regione a Regione. Dai dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva emergono ancora grandi differenze tra nord e sud.

In pratica, se in Trentino per la tassa sui rifiuti si pagano circa 188 euro, in Campania si arriva addirittura a 422 euro contro la media nazionale di 302. Sicuramente molto dipende dalla gestione più o meno virtuosa della spazzatura nel nostro Paese.

L’unica città del Lazio in cui la Tari è aumentata nell’anno è Roma, passando da 383 a 394 euro l’anno, Napoli continua ad essere presente nella top 10 delle città più costose con 446 euro anche se nell’ultimo anno c’è stato un calo di 2 euro. Anche a Milano si alzano le tariffe Tari (+3,5 per cento) arrivando a 332 euro.

Rispetto agli anni scorsi, la tendenza non cambia, al Nord si paga di meno (mediamente 256 euro), al Sud di più (357 euro), nel mezzo sta il Centro (301 euro). C’è da dire che a livello nazionale, nel 2018 si è pagato lo 0,5 per cento in meno rispetto allo scorso anno.

Sul fronte regionale, in Basilicata l’aumento da un anno all’altro è stato del 13,5 per cento, in particolare nella provincia di Matera; inMolise, invece, si è registrato un vistoso calo del 4,9 per cento, con Isernia che ha toccato il -6,3 per cento grazie ad una buona raccolta differenziata, che sfiora il 57 per cento. La Campania continua ad avere la tariffa più alta di tutto il territorio nazionale (422 euro), seguita da Sicilia (399 euro) e Puglia (373 euro). Virtuoso il Trentino Alto Adige, con soli 188 euro, seguito da Molise (219), nonostante una raccolta differenziata molto scarsa, e Friuli Venezia Giulia (221).

A livello provinciale, Trapani è la città più cara d’Italia (+49 per cento), Enna (-13 per cento e Siracusa (-9 per cento); a Palermo, Messina, Catania e Caltanissetta non cambia nulla. La classifica prosegue con Cagliari (514 euro), Salerno (468) e Trani con 461 euro l’anno. Tra le province meno costose Udine (160 euro) e Vibo Valentia (180), unica città del sud nella top 10 insieme a Isernia (185).

Le regioni più virtuose sono Veneto e Trentino Alto Adige, dove si supera il 70 per cento, in Lombardia e Friuli Venezia Giulia si sfiora il 70 per cento. La Sicilia resta l’unica sotto alla soglia del 20 per cento.

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