Compravendite immobiliari in Italia: Nomisma prevede un aumento entro fine 2018

Compravendite immobiliari in Italia Nomisma prevede un aumento entro fine 2018
La compravendite immobiliari in Italia aumenteranno del 5,6 per cento ed i prezzi diminuiranno ancora, i dati del 3° Osservatorio Immobiliare 2018 di Nomisma

Il mercato immobiliare italiano ha iniziato a risollevarsi dal 2015, tuttavia, alcuni fattori molto importanti ne determinano un rallentamento, dall’incertezza finanziaria che sta attraversando il Paese ai dubbi sulla manovra. Questo è quanto emerge dal 3° Osservatorio Immobiliare 2018 di Nomisma presentato a Milano presso il Centro Congressi Cariplo.

L’incidenza delle compravendite con l’auilio di un mutuo mutuo sul totale delle transazioni effettuate, è passata in pochi anni dal 43,8 al 59,8 per cento, con erogazioni attestate sui 50 miliardi di euro. Una stretta creditizia indebolirebbero le prospettive di crescita. Non a caso è ritornato l’interesse verso l’investimento in immobili registrato nel corso del primo semestre dell’anno in corso che ha vissuto un’improvvisa accelerazione.

Secondo Nomisma, il 2018 si chiuderà in positivo con un incremento delle compravendite, stimato nel +5,6 per cento per un totale di 572.752 passaggi di proprietà, mentre i prezzi sono ulteriormente calati.

A fare da contraltare alla stagnazione dei prezzi, Nomisma rimarca “la maggiore vitalità che si registra in corrispondenza del segmento locativo”. Un effetto dovuto, in particolare nelle grandi città, alla diffusione di affitti brevi o transitori. Considerando la forte crescita di tale tipo di contratti, secondo Nomisma, bisogna incoraggiare i privati attraverso forme di facilitazione e incentivazione che mirino ad accrescere il peso della quota residenziale.

Maurizio Carvelli, CEO e Founder di Camplus, ha commentato: “L’housing affordability è il futuro del mercato immobiliare residenziale. Gli investimenti in immobili costosi si rivolgono ad un mercato estremamente ridotto che rappresenta solo il 7 per cento del totale e spesso, quando dietro non c’è un progetto strategico, non si tratta di investimenti a lungo termine che possono creare un reale beneficio al nostro Paese. Bisogna, al contrario, puntare su investimenti immobiliari diretti a studenti e giovani appartenenti alla middle class, ovvero persone di cui lo Stato non riesce ad occuparsi in quanto non le considera in condizioni di indigenza”.

La componente d’investimento è comunque in crescita dal 6,1 per cento dello scorso anno, si è passati al 15,4 per cento di quest’anno. Questo aumento di domanda “è spinto dalla migliore convenienza economica (spesso solo percepita) del mercato immobiliare e dalla mancanza di valide opportunità di investimento alternativo”.

Il valore del comparto locativo residenziale è invece stimato in 21,4 miliardi di euro. Per i prossimi 12 mesi Nomisma prevede un aumento delle famiglie intenzionate a prendere in affitto un’abitazione, con oltre 2 milioni di nuclei già sul mercato o che intendono attivarsi per un valore complessivo potenziale annuo dell’ordine di 11,3 miliardi di euro.

La famiglia tipo che manifesta interesse si presenta con 2 percettori di reddito ed un’entrata netta mensile di 2.400-3.500 euro. Fatta cento la domanda di abitazione presente sul mercato nel secondo semestre 2018 essa si è distribuita per il 52 per cento nella ricerca di una casa in proprietà e per il restante 48 per cento in una soluzione in locazione.

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