Demolizione di abuso edilizio: quando la richiesta di condono sospende l’ordine

Demolizione di abuso edilizio quando la richiesta di condono sospende l’ordine
L’ordine di demolizione di abuso edilizio può essere sospeso in presenza di un’istanza di condono in data anteriore?

Di abusi edilizi si parla tanto ma forse non sempre ci si rende conto che si tratta di un vero e proprio reato che implica delle sanzioni, a volte pesanti, se nella propria abitazione si apportano delle modifiche per le quali non è mai stata chiesta l’autorizzazione al Comune.

Può succedere che nessuno abbia nulla da eccepire per anni ma, il futuro non si può ipotizzare, dunque, si decide di mettere tutto a norma presentando una domanda di sanatoria all’ufficio competente. Ma cosa accade se nel frattempo arriva un ordine di demolizione? Può essere sospeso?

Come spiega La legge per tutti, la giurisprudenza si è spesso espressa in merito alla possibilità di ottenere la sospensione dell’ordine di demolizione in presenza della presentazione, in data anteriore ad esso.

Nonostante sia stato ampliato l’elenco dei lavori in casa che non richiedono il permesso di costruire, restano ancora numerose le ipotesi di irregolarità. In tali casi la legge prevede quattro tipi di sanzioni: amministrative (ordine di demolizione); civili (risarcimento del danno o annullamento del contratto di vendita di un immobile con un abuso nascosto all’acquirente); penali (reato di abuso edilizio); sanzioni accessorie che si aggiungono per scoraggiare ulteriormente l’abusivismo.

Per non incorrere in sanzioni si può ricorrere alla domanda di concessione in sanatoria, una sorta di autorizzazione concessa dopo la realizzazione dell’opera con applicazione di sanzioni limitate per via del ravvedimento del privato.

Tuttavia la sanatoria è riconosciuta a condizione che l’opera sia conforme ai piani urbanistici in vigore al momento della sua realizzazione, non si può sanare una costruzione realizzata illegalmente, ma solo quella per la quale è stata rilasciata regolare autorizzazione; l’opera sia conforme ai piani urbanistici in vigore al momento della presentazione dell’istanza di sanatoria (se mutati rispetto a quelli precedenti).

E’ importate sapere che c’è una differenza tra sanatoria e condono. La sanatoria è prevista dalla legge ed è sempre possibile; il condono è invece quello approvato, di tanto in tanto, dal Parlamento e valido solo per determinati periodi e luoghi.

Inoltre, non c’è un termine massimo entro cui può essere comunicato l’ordine di demolizione dell’abuso edilizio. Il che significa che il titolare dell’immobile potrà in qualsiasi momento ricevere un ordine di demolizione. In buona sostanza, non c’è prescrizione. Quanto alla possibilità di sospendere un ordine di demolizione o di sospendere quello già notificato, la Cassazione non si schiera nettamente da una parte o dall’altra, tutto dipende dalle concrete possibilità di accoglimento della domanda e dai tempi in cui il procedimento si concluderà.

In altre parole, se il Tribunale dovesse ritenere sussistenti elementi che facciano ritenere prossima l’adozione, da parte dell’autorità amministrativa competente, del provvedimento di accoglimento dell’istanza di condono, sospende l’ordine di demolizione. Viceversa la demolizione dovrà essere effettuata nonostante il deposito, in data anteriore, della richiesta di concessione in sanatoria.

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