Tempi più brevi per vendere casa: Bologna e Milano le più veloci

Tempi più brevi per vendere casa Bologna e Milano le più veloci
I tempi più brevi per vendere casa emergono dall’analisi del Gruppo Tecnocaa, Bologna e Milano in cima alla classifica, i tempi più lunghi si registrano a Bari, Verona e Genova

Il mercato immobiliare italiano sta cambiando ed a dimostrarlo anche le tempistiche di vendita di una casa, un tempo piuttosto lunghe. L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha calcolato quanto tempo è stato mediamente necessario per vendere casa a luglio dell’anno in corso.

E’ stato analizzato l’andamento delle grandi città italiane, i rispettivi hinterland ed i capoluoghi di provincia e messo a confronto con quello dell’anno precedente. Le trattative si concludono in tempi più brevi grazie ad una domanda più vivace, un’offerta in diminuzione e prezzi più contenuti che solo in qualche grande città è lievemente aumentato.

Gli ultimi dati evidenziano che nelle grandi città italiane le tempistiche di vendita sono di 134 giorni contro 141 giorni registrati un anno fa. Nei capoluoghi di provincia, invece, tempi di vendita hanno una media di 156 giorni contro i 167 giorni di un anno fa. I comuni dell’hinterland delle grandi città, hanno fatto registrare 164 giorni, restando sostanzialmente invariati rispetto allo scorso anno.

Tra le grandi città italiane i tempi di vendita maggiori si registrano a Bari (171 giorni), Verona (156 giorni) e Genova (154 giorni). Le città in cui si vende più velocemente sono Bologna (97 giorni) e Milano (109 giorni), proprio le due realtà in cui i prezzi sono cresciuti maggiormente nella prima parte dell’anno.

Facendo un passo indietro e prendendo in considerazione solo le grandi città italiane, dal 2009 ad oggi,l’analisi ha evidenziato il picco nel 2012, l’anno peggiore per il mercato immobiliare italiano, in cui l’abbondante offerta e le banchemolto più refrattarie ad erogare il credito dilatarono al massimo le tempistiche necessarie per chiudere le trattative immobiliari. Nell’anno in corso siamo vicini ai livelli del 2009, quando la crisi immobiliare era agli inizi.

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