Spread nuovamente in salita: quali sono i rischi per i mutui

Spread nuovamente in salita quali sono i rischi per i mutui
Lo spread nuovamente in salita preoccupa gli italiani, il legame tra spread e mutui, quali rischi si corrono nel chiedere un finanziamento

Lo spread continua a salire e gli italiani sono molto preoccupati sulla sorte dei mutui. Chi deve acquistare casa chiedendo un mutuo, non può che avere delle titubanze. Il clima di vulnerabilità dei mercati, è anche vero, fa percepire ogni scossone come una reale minaccia ai tassi, inclusi quelli dei mutui.

Un acquirente su due è dubbioso sul chiedere un finanziamento per comprare casa. Lo spread fa paura, ma gli esperti cercano di dare spiegazioni che tendono a tranquillizzare i potenziali mutuatari. In buona sostanza, quel che bisogna capire è se esiste un reale collegamento tra lo spread BTp ed i Bund e lo spread praticato dalle banche sui mutui. Si rischia di cadere in un tormentone destinato ad allarmare chiunque possieda qualsiasi forma di risparmio od investimento.

Lo spread indica la differenza di rendimento tra titoli di Stato italiani (Btp), e quelli tedeschi, vale a dire i Bund a durata decennale. In pratica, si tratta della fiducia degli investitori internazionali nei confronti del sistema finanziario italiano. Attualmente lo spread è altissimo, il più alto degli ultimi anni superando abbondantemente i 300 punti. Questo significa che allo Stato italiano, in questo momento, costa di più chiedere dei soldi in prestito con emissione di obbligazioni di Stato, le quali, a loro volta, perdono tanto più valore quanto più gli investitori perdono fiducia verso il sistema finanziario italiano.

Lo spread bancario, che rappresenta il margine lordo sul finanziamento riservato alla banca emittente, è altra cosa rispetto allo spread Btp-Bund, vale a dire il differenziale valido in caso di prestiti allo Stato. Le dinamiche dei mutui, infatti, dipendono da Eurirs ed Euribor che determinano il tasso fisso e quello variabile, ed il cui andamento è vincolato alle decisioni prese dalla Bce in materia di politica dei tassi.

Una recente indagine riportata da La Stampa a fine ottobre, evidenzia che alcune banche hanno ritoccato sia il tasso fisso che quello variabile. Tuttavia, è importante specificarlo, riguardano solo quelli ancora da sottoscrivere, mentre la situazione dei mutui esistenti resta ferma, sia per chi ha scelto il tasso fisso che per chi ha scelto il variabile su base Euribor, non influenzato dal differenziale tra i titoli di Stato quanto dalle politiche monetarie della BCE (che per il momento sembrano confermare gli indici al ribasso).

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