Investimenti immobiliari in Italia: Cbre primi 9 mesi in calo, crescono retail ed hotel

Investimenti immobiliari in Italia Cbre primi 9 mesi in calo, crescono retail ed hotel
Gli investimenti immobiliari in Italia sono in netto calo nei primi nove mesi dell’anno (-25 per cento), forte crescita del settore retail, l’indagine Cbre

Gli investimenti immobiliari in Italia nei primi nove mesi dell’anno in corso risultano essere nettamente in calo. Si parla di 5,4 miliardi di euro con un flessione del 25 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Questo è quanto emerge dall’ultima indagine Cbre che sottolinea però il netto incremento del settore retail che ha attirato 1,7 miliardi di euro di investimenti, crescendo del 22 per cento. Un altro settore che attira molto gli investitori è quello degli uffici, 1,6 miliardi ma con un calo del 40 per cento, e gli hotel, 814 milioni (+9 per cento). In calo anche il comparto Logistica e Industriale che raggiunge 578 milioni di euro di investimenti, registrando un calo del 37 per cento rispetto al pari periodo dello scorso anno.

Alessandro Mazzanti, Ceo di Cbre Italia, ha commentato: “I primi 9 mesi sembrano confermare che il 2018 sarà un anno di investimenti in calo rispetto al 2017, principalmente a causa della mancanza di prodotto a dimostrazione del fatto che ciò non è un segnale di difficoltà della domanda quanto dell’offeta, rileviamo che gli investitori sono maggiormente disposti ad investimenti dai ticket più piccoli: il numero degli investimenti è cresciuto del 23 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017 ma i volumi sono diminuiti”.

E’ importante rilevare, aggiunge Alessandro Mazzanti, che i proprietari di centri commerciali in Italia sono principalmente internazionali e questi hanno deciso, in un momento di forti cambiamenti nel settore, di ridurre l’allocazione dei loro investimenti in questo comparto, abbassando i prezzi richiesti e consentendo così un più facile incontro tra domanda e offerta.

E’ credibile, prevedono gli esperti di Cbre, che l’anno si chiuda in linea con quanto successo nel 2015 e nel 2016, con un volume che potrebbe raggiungere gli 8-9 miliardi di euro.

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