Prezzi delle case in Europa: Eurostat salgono nell’eurozona calano in Italia

Prezzi delle case in Europa Eurostat salgono nell’eurozona calano in Italia
I prezzi delle case in Europa nel secondo trimestre sono cresciuti del 4,3 per cento sia nell’eurozona che nell’intera Unione Europea, calano ancora in Italia

E’ ancora un bilancio del secondo trimestre dell’anno in corso il protagonista delle statistiche Eurostat per quanto riguarda il prezzo delle case in Europa. Nel periodo preso in esame, la crescita dei prezzi su base annua è stata del 4,3 per cento, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sia nell’eurozona che nell’intera Unione Europea. In controtendenza l’Italia dove è stata registrata una flessione dello 0,2 per cento su anno, dato confermato recentemente anche dall’Istat.

Secondo i dati Eurostat, nel primo trimestre dell’anno in corso, i prezzi delle case sono saliti dell’1,4 per cento sia nell’eurozona che nell’Unione Europea. In Italia invece su anno è stato registrato un calo dello 0,2 per cento, mentre sul trimestre è stato registrato un +0,8 per cento.

Tra gli Stati membri che hanno registrato gli aumenti più consistentici sono Slovenia (+13.4 per cento) e Irlanda (12.6 per cento) ed ancora Portogallo (+11.2 per cento) ed Ungheria (+10.4 per cento). Oltre all’Italia, i prezzi delle case hanno registrato un calo anche in Svezia dove la flessione è stata dello 0.7 per cento

Rispetto al trimestre precedente i più forti aumenti si sono avuti in Slovenia (+4,2 per cento), Malta (+3,2 per cento), Lettonia e Romania (+3,1 per cento), l’unico calo in Croazia (-0,2 per cento).

Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, aveva già espresso le sue perplessità lanciando l’allarme: “L’Italia è l’unico Paese d’Europa in queste condizioni, come rileva periodicamente Eurostat. Si stanno quotidianamente erodendo i risparmi delle famiglie e gli investimenti delle imprese, ma nessuno sembra preoccuparsene. Occorre rimuovere le cause che hanno dato luogo a questa perdurante anomalia italiana, prima fra tutte la spropositata imposizione fiscale su un settore che andrebbe invece liberato dai pesi che gli impediscono di essere il volano di crescita che è sempre stato. La manovra in arrivo è l’occasione per iniziare a farlo”.

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