Separazione dei beni per evitare il pignoramento della prima casa: come funziona

Separazione dei beni per evitare il pignoramento della prima casa come funziona
La separazione dei beni per evitare il pignoramento della prima casa, quando una coppia sposata può farlo, quanto è legale

La casa è un bene rifugio al quale gli italiani non vogliono rinunciare. Tuttavia, per mandare avanti la famiglia, succede che si contraggano troppi debiti che non si riesce poi ad onorare. Per i proprietari di casa, il rischio è che si arrivi al pignoramento dell’immobile, anche se si tratta della prima ed unica casa.

La soluzione potrebbe sembrare un atto di donazione o la vendita ma, secondo quanto stabilisce la legge, si tratta di atti facilmente revocabili entro cinque anni.

Come spiega La legge per tutti, l’intento fraudolento è facilmente dimostrabile. Sono molte le coppie che pensano di stoppare i creditori tentando una separazione consensuale ed intestando la casa all’altro coniuge e nessuno potrà aggredire il bene. Se la casa è cointestata oppure i coniugi sono in regime di comunione legale dei beni, i creditori di uno dei due possono pignorare solo il 50 per cento del bene.

Comunque sia, in caso di pignoramento e di vendita all’asta del bene, il ricavato andrà restituito, per metà, all’altro cointestatario non debitore. In caso di separazione dei beni, il coniuge non debitore non dovrà rispondere dei debiti ed i creditori non possono procedere con il pignoramento.

Va comunque ricordato che la simulazione della separazione dal coniuge potrebbe avere delle conseguenze. In genere, la moglie rinuncia al mantenimento in cambio della proprietà di un immobile, quello che si vuole salvare dal pignoramento. L’accordo poi viene presentato al giudice che lo convalida. La sentenza del giudice viene trascritta nei pubblici registri immobiliari ed ha valore al pari di un atto di donazione. Tuttavia, sono diverse le sentenze della giurisprudenza che hanno revocato la separazione per simulazione in quanto si è scoperto che marito e moglie continuavano a vivere sotto lo stesso tetto pur a fronte di una residenza in posti diversi.

Un’altra soluzione adottata da chi ha molti debiti è la separazione dei beni. In questo caso i coniugi non si separano, ma cambiano regime patrimoniale: da quello della comunione dei beni a quello della separazione. In questo caso i coniugi vanno dal notaio e dichiarano di modificare il proprio regime patrimoniale. L’atto viene trascritto e non necessitano altre formalità.

Potrebbe sembrare una soluzione ma l’atto è ugualmente impugnabile. La separazione dei beni è difatti un atto revocabile entro cinque anni. Anche qui c’è la possibilità quindi che il creditore avvii l’azione revocatoria che mira, nonostante la separazione dei beni e l’intestazione della casa al coniuge non debitore, il pignoramento del bene.

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