Prezzi case secondo trimestre: +0,8 per cento ma in 1 anno calano dello 0,2 per cento

Prezzi case secondo trimestre +0,8 per cento ma in 1 anno calano dello 0,2 per cento
Salgono i prezzi case secondo trimestre, +0,8 per cento secondo i dati Istat, ma in un anno la flessione è dello 0,2 per cento, l’allarme Confedilizia

Sono in lieve rialzo i prezzi delle case acquistate dalle famiglie italiane; secondo i dati Istat, nel secondo trimestre 2018 l’incremento è pari allo 0,8 per cento rispetto al trimestre precedente ma, rispetto al pari periodo dello scorso anno, diminuisce dello 0,2 per cento (era -0,5 per cento nel primo trimestre 2018).

Istat precisa che la lieve flessione tendenziale è da attribuire esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano una diminuzione pari a -0,7 per cento, in attenuazione dal -1,0 per cento del trimestre precedente. I prezzi delle nuove costruzioni, invece, tendono al rialzo passando dal +1,0 per cento del primo trimestre del 2018 al +1,6 per cento del secondo. Una conferma della fase di crescita delle compravendite (+5,6 per cento l’incremento tendenziale registrato per il secondo trimestre del 2018 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale).

I dati Istat hanno messo in allarme Confedilizia. il presidente di Confedilizia. In una nota, il presidente Giorgio Spaziani Testa, ha voluto commentare: “I nuovi dati dell’Istat sul mercato immobiliare sono allarmanti. Nell’ultimo anno, i prezzi delle abitazioni esistenti sono diminuiti di un ulteriore 0,7 per cento, con picchi negativi un tempo impensabili come il meno 2,2 per cento di Roma, dove crollano persino i prezzi delle case nuove (meno 5,5 per cento). Dal 2010, appena prima dell’introduzione dell’Imu, che con la Tasi ha portato quest’anno a 150 miliardi il carico di tassazione patrimoniale sugli immobili, i prezzi delle case esistenti, secondo l’Istat, si sono ridotti del 22,1 per cento. Senza considerare lo sterminato patrimonio di immobili ormai privi di qualunque valore in quanto impossibili da vendere o da affittare”.

Ed aggiunge: “L’Italia è l’unico Paese d’Europa in queste condizioni, come rileva periodicamente Eurostat. Si stanno quotidianamente erodendo i risparmi delle famiglie e gli investimenti delle imprese, ma nessuno sembra preoccuparsene. Occorre rimuovere le cause che hanno dato luogo a questa perdurante anomalia italiana, prima fra tutte la spropositata imposizione fiscale su un settore che andrebbe invece liberato dai pesi che gli impediscono di essere il volano di crescita che è sempre stato. La manovra in arrivo è l’occasione per iniziare a farlo”.

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