Costruzione di edifici “Tupini” con Iva agevolata: i chiarimenti delle Entrate

Costruzione di edifici “Tupini” con Iva agevolata i chiarimenti delle Entrate
La costruzione di edifici “Tupini” con Iva agevolata al 10 per cento confermata dall’Agenzia delle entrate, per la detrazione dell’imposta le spese vanno ripartite in base alla destinazione di ogni singola unità immobiliare

L’Agenzia delle entrate, con la risposta n. 4 del 18 settembre, ha confermato l’applicabilità dell’aliquota IVA ridotta al 10 per cento per la costruzione di edifici che hanno i requisiti per essere definiti “Tupini”, vale a dire gli immobili misti che vengono utilizzati sia come abitazione, in forma prevalente, che come attività commerciale.

Il chiarimento è stato fornito ad un imprenditore agricolo (che svolge sia attività di allevamento sia attività di alloggio connessa all’azienda agricola) che vuole costruire tre appartamenti di cui due destinati all’attività agrituristica, nonché di un locale da destinare all’attività agricola.

In particolare, l’imprenditore agricolo è il proprietario del terreno sul quale andrà a costruire gli appartamenti con varie destinazioni; l’intero fabbricato, costruito in zona agricola, avrà destinazione agrituristica e sarà vincolante ai fini urbanistici per un periodo non inferiore a dieci anni, gli appartamenti saranno classificati catastalmente in A/2 (abitazioni), mentre il deposito agricolo sarà classificato come immobile strumentale nella categoria catastale D/10.

L’Agenzia ha ricordato che i fabbricati “Tupini” sono immobili non di lusso, che comprendono abitazioni negozi e uffici, e che soddisfano i requisiti fissati dalla Legge 408/1949 che stabilisce che almeno il 51 per cento della superficie totale dei piani sopra terra deve essere destinato ad abitazioni e non più del 25 per cento della stessa superficie a negozi o uffici.

Sull’applicabilità dell’aliquota agevolata al 10 per cento, l’Agenzia ha fatto riferimento alla circolare ministeriale 1/1994, con la quale era stato già chiarito che, sebbene la norma di legge non faccia espresso riferimento alle prestazioni di appalto aventi ad oggetto la realizzazione di interi “edifici Tupini” rese nei confronti di committenti che non li realizzano per la successiva vendita, l’aliquota ridotta debba comunque ritenersi applicabile anche alla realizzazione di tali edifici. Una soluzione diversa sarebbe contraria alla “ratio agevolativa” che caratterizza, ad avviso dell’Agenzia delle Entrate, l’insieme delle disposizioni che disciplinano le aliquote IVA applicabili al settore edilizio per quanto riguarda operazioni di edilizia abitativa economica.

Inoltre, si ricorda che la risoluzione 8/E del 14 gennaio 2014 ha ammesso l’applicazione dell’aliquota al 10 per cento all’appalto per la costruzione di complessi destinati a residenze turistico-alberghiere i cui edifici erano composti di unità accatastate in A/2 e di locali in aree condominiali accatastati nella categoria D/2. Questo sempre nel rispetto delle proporzioni richieste per la configurabilità degli edifici “Tupini”.

Infine, è stato specificato che le spese di costruzione devono essere ripartite in relazione all’effettiva destinazione di ogni singola unità immobiliare. Quindi, i due appartamenti da destinare all’attività agrituristica verranno contabilizzati nell’ambito dell’attività d’impresa, e distinte da quelle relative al locale che verrà all’attività agricola, nonché da quelle necessarie alla costruzione dell’appartamento destinato ad uso privato.

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