Ricostruire con sagoma di ingombro diversa: la sentenza della Cassazione

Ricostruire con sagoma di ingombro diversa la sentenza della Cassazione
Nel ricostruire con sagoma di ingombro diversa bisogna tenere conto di tanti fattori fra cui il rispetto delle distanze tra edifici

Demolire un edificio e ricostruirlo richiede una serie di accertamenti, innanzitutto capire se si tratta di una nuova costruzione rifacendosi al concetto di sagoma di ingombro e la ripercussione che l’intervento ha sulle distanze tra gli edifici. A chiarire è la sentenza 20718/2018 emessa dalla Corte di Cassazione.

Il caso preso in esame e riportato da Edilportale, riguarda il proprietario di un edificio fatiscente che è stato demolito e ricostruito. I balconi del nuovo edificio avevano una distanza inferiore ad un metro e mezzo dal confine con la proprietà vicina. Per questo motivo era stato chiesto di eliminare i balconi e di arretrarli fino a 10 metri, come previsto dalle norme sulle distanze, oltre al risarcimento dei danni subiti.

La Corte d’Appello aveva considerato l’intervento come nuova costruzione e ordinato l’eliminazione e l’arretramento dei balconi. Il responsabile sosteneva che si trattava di demolizione e ricostruzione con adeguamento sismico funzionale.

La decisione della Corte d’Appello è stata confermata dalla Cassazione affermando che “per nuova costruzione debbasi intendere non solo la realizzazione a fundamentis di un fabbricato ma anche qualsiasi modificazione nella volumetria di un fabbricato precedente che ne comporti l’aumento della sagoma d’ingombro, in tal guisa direttamente incidendo sulla situazione degli spazi tra gli edifici esistenti, e ciò anche indipendentemente dalla realizzazione o meno d’una maggior volumetria e/o dall’utilizzabilità della stessa a fini abitativi”.

Ad esempio, ha spiegato la Cassazione, vengono classificate come nuove costruzioni gli interventi di sopraelevazione o il rifacimento del tetto da cui sia conseguito l’aumento delle superfici esterne e dei volumi interni. Pertanto, il fabbricato avrebbe dovuto rispettare le distanze legali tra edifici.

Inoltre, hanno spiegato i giudici, per nuova costruzione si intende la realizzazione di un nuovo fabbricato oppure un intervento che comporta l’aumento della sagoma di ingombro, indipendentemente dalla realizzazione di una maggiore volumetria e/o dall’utilizzabilità di quest’ultima a fini abitativi. L’aumento della sagoma di ingombro, inoltre, incide sulle distanze tra edifici, regolate dal DM 1444/1968, che non ammette deroghe.

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