Mercato immobiliare nazionale e milanese: indagine su acquirenti e inquilini

Mercato immobiliare nazionale e milanese indagine su acquirenti e inquilini
Confronto tra mercato immobiliare nazionale e milanese di Tecnocasa, l’indagine riguarda acquirenti ed inquilini nel primo semestre dell’anno in corso

Vuole essere un’indagine sul mercato immobiliare nazionale e milanese quella svolta dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, per comprendere meglio alcune dinamiche che caratterizzano il settore. Per farlo, è stato analizzato un campione composto da 20.200 compravendite e da 7.400 locazioni realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete.

Nel primo semestre dell’anno in corso, a livello nazionale il 77 per cento delle compravendite interessa l’abitazione principale, il 17,9 per cento acquista casa ad uso investimento ed il 5,1 per cento riguarda la casa vacanza. Gli acquisti ad uso investimento sono in progressiva crescita, negli ultimi cinque anni infatti si è passati dall’iniziale 16,3 per cento all’attuale 17,9 per cento. La volontà di investire è più evidente nella città di Milano, dove tra il 2014 ed il 2018 sono passati dal 13,8 per cento al 24,3 per cento.

Chi acquista casaa a scopo investimento, nella maggior parte dei casi si affida alla più classica delle tipologie, vale a dire il bilocale. Nello specifico a Milano ben il 64,8 per cento delle compravendite di questo tipo si focalizza su questo taglio.

Sul mercato delle locazioni a livello nazionale si registra una progressiva crescita della percentuale di utilizzo dei contratti a canone concordato; negli ultimi cinque anni infatti si è passati dal 13,9 per cento all’attuale 29,1 per cento a conferma del successo di questa formula contrattuale, grazie anche alle agevolazioni fiscali. Tra le città dove funziona meglio il contratto a canone concordato si segnala Genova.

Inoltre, rivela l’indagine Tecnocasa, tra le motivazioniche spingon chi cerca casa a scegliere l’affitto, con ben il 62,3 per cento delle preferenze, riguarda i lavoratori trasfertisti a Milano, percentuale molto alta se confrontata con la media delle altre grandi città italiane dove solo il 36,4 per cento dei contratti riguarda lavoratori fuori sede.

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