Case italiane vecchie ed in cattive condizioni: Italia da ristrutturare

Case italiane vecchie ed in cattive condizioni Italia da ristrutturare
Le case italiane vecchie ed in cattive condizioni, tre quarti degli edifici residenziali hanno oltre 35 anni di vita, le considerazioni di Scenari Immobiliari

L’Italia è bella, amata da turisti italiani e stranieri di tutto il mondo, non manca proprio nulla al nostro Paese se non fosse che è tutto da ristrutturare o, almeno, in buona parte. Questo è quanto ha evidenziato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, al 26mo Forum organizzato dall’Istituto indipendente di studi e ricerche.

Un quinto delle case italiane sono vecchie ed in cattive condizioni di manutenzione. Secondo i dati, degli oltre dodici milioni di immobili residenziali, oltre due milioni (16,8 per cento del totale secondo l’Istat) di unità abitative sono in mediocre o pessimo stato di conservazione che, secondo le stime, necessiterebbero di oltre cento miliardi di euro per una riqualificazione totale.

Il presidente Mario Breglia ha spiegato: “La percentuale di obsolescenza arriva al 21,1 per cento per gli immobili edificati prima del 1981, mentre la quota scende al 4,7 per cento per quelli costruiti tra il 1981 e il 2011. E si precisa che i tre quarti (74,1 per cento) degli edifici residenziali sono stati costruiti prima del 1981 e hanno oltre 35 anni di vita, mentre i più recenti sono il 25,9 per cento”.

Le condizioni più critiche, per quanto riguarda immobili pericolanti, si riscontrano al Sud. Il record negativo è della Calabria, dove il 26,8 per cento del totale degli edifici residenziali versa in mediocre-pessimo stato di conservazione. A seguire la Sicilia con il 26,2 per cento e la Basilicata con il 22,3 per cento.

Anche se in percentuali inferiori, non si salva neanche il Lazio, dove gli edifici a rischio rappresentano il 16 per cento del totale ed a Roma il 14,7 per cento delle strutture è in cattivo stato. Nella Capitale, infatti, molto recentemente, in due zoni semicentrali di prestigio, come il quartiere Flaminio e la Balduina, si sono verificati due episodi decisamente allarmanti.

Inoltre, Mario Breglia ha parlato delle infrastrutture italiane: “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad eventi tragici causati in parte da eventi naturali, ma soprattutto dall’incuria dell’uomo. Dopo crolli e terremoti emergono dati chiari sulla situazione dell’edilizia italiana: circa 11mila ponti e gallerie che necessitano di controllo e manutenzione, sparsi in tutta Italia, e 272 solo in Lombardia, su un totale di 45mila infrastrutture in funzione; 300 i ponti considerati a grave rischio, con criticità di livello 1, secondo le denunce degli esperti”.

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