Mercato delle case in condivisione in crescita: sale la domanda e calano i prezzi

Mercato delle case in condivisione in crescita sale la domanda e calano i prezzi
Il mercato delle case in condivisione in crescita secondo uno studio di idealista, salgono offerta e domanda e scendono i prezzi

E’ notizia di qualche giorno fa che il mercato immobiliare italiano sia trainato dalle abitazioni per studenti fuori sede. Una conferma che arriva anche dall’Ufficio studi di idealista che ha evidenziato un aumento della domanda ed un calo dei prezzi del 7,3 per cento delle stanze in affitto nell’ultimo anno.

Attualmente il prezzo medio per una stanza è di 318 euro al mese contro 343 euro dello stesso periodo dello scorso anno. Tuttavia, il trend al ribasso non coinvolge tutti i capoluoghi monitorati ed i centri di maggiore attrazione studentesca, anche perchè la domanda ha registrato un incremento di oltre il 10 per cento.

Vincenzo De Tommaso, dell’Ufficio studi di idealista, ha commentato: “Le cifre sintetizzano un segmento di mercato sempre più dinamico e caratterizzato da una forte competizione. Condividere casa non è più solo una scelta da studenti, ma anche da lavoratori in trasferta con esigenze abitative di carattere transitorio”.

Cresce anche l’offerta sul mercato di questo genere salita del 36 per cento rispetto allo scorso anno. Le opportunità di condividere una casa, con prezzi calmierati delle stanze in affitto è particolarmente vivace nelle città con sedi universitarie. È il caso di Bologna (-3,2 per cento), Padova (-3,8 per cento), Pisa (-5,1 per cento) e soprattutto Pavia, dove il calo ha toccato il 9,3 per cento. Segnali di stanchezza interessano anche le piazze dove il fenomeno è più diffuso, come Roma (-2,1 per cento) e Napoli (-1,8 per cento). Resta in positivo Milano (0,2 per cento) che resta al top dei valori nella graduatoria dei canoni di affitto stanze.

Nella graduatoria dellà città in cui gli aumenti sono più importanti, in prima posizione c’è Ferrara (12,4 per cento), seguita da Genova (7 per cento), Perugia (4 per cento) e Firenze (3,7 per cento). Aumenti contenuti, sotto la soglia del 3 per cento, per altri importanti poli universitari come Bari (2,7 per cento), Catania (2,1 per cento), Torino (1,8 per cento), L’Aquila (1,4 per cento) e Trento (1 per cento).

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