Annullamento del permesso di costruire: si può fare anche dopo anni

Annullamento del permesso di costruire si può fare anche dopo anni
L’annullamento del permesso di costruire può avvenire anche a distanza di anni ma deve esserci una ragione di pubblico interesse, la sentenza del Consiglio di Stato

Per effettuare alcuni interventi di edilizia è necessario richiedere un regolare permesso di costruire. Tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lo stesso può essere annullato d’ufficio in autotutela anche a distanza di anni.

Come riporta Edilportale, a spiegarlo è la sentenza sentenza 5277/2018 emessa dal Consiglio di Stato nella quale si precisa che per procedere con l’annullamento devono esserci ragioni di interesse pubblico che devono essere adeguatamente motivate. I giudici hanno precisato che l’annullamento può avvenire se si scopre che il provvedimento rilasciato in realtà è illegittimo o se sopraggiunge un interesse pubblico alla sua rimozione, che deve però tenere conto delle posizioni giuridiche soggettive consolidate in capo ai destinatari, cioè ai privati titolari del permesso di costruire che viene annullato.

Il caso preso in esame dal Consiglio di Stato riguardava l’annullamento in autotutela di due permessi di costruire da parte di un Comune. Si trattava di un cambio di destinazione d’uso di un fabbricato esistente da autorimessa pubblica in commistione funzionale ad edificio di interesse pubblico e l’ampliamento e completamento funzionale di un edificio di interesse pubblico da destinare a struttura sanitaria ed amministrativa.

A fine lavori, l’autorimessa sarebbe stata ceduta al Comune ad un prezzo calmierato oppure affittata, fermo restando la possibilità di realizzare unità terziarie e produttive. A distanza di qualche anno, il Comune aveva annullato i permessi sostenendo che la perdita di parcheggi, dovuta al cambio di destinazione d’uso dell’autorimessa, avrebbe pregiudicato il corretto sviluppo urbanistico della zona. Tuttavia, l’esercizio del potere di autotutela è espressione di un rilevante potere discrezionale dell’Amministrazione, sulla quale resta però l’obbligo di motivare adeguatamente le ragioni alla base dell’annullamento.

I giudici del Consiglio di Stato hanno confermato quanto deciso dal Tar. In questo caso non ritenevano ci fossero i necessari presupposti di interesse pubblico, oltre a non essere state adeguatamente motivate le ragioni dell’annullamento e che, dopo tanti anni, era opportuno tutelare il legittimo affidamento del privato. Il ricorso del Comune contro la decisione del Tar è stato quindi respinto, confermando così la validità dei permessi di costruire.

Add Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.