Amministratore di condominio: i requisiti per essere nominati e cosa comporta la carica

Amministratore di condominio: i requisiti per essere nominati e cosa comporta la carica
Come si diventa amministratore di condominio, quali sono i requisiti, i compiti ed i rischi

Un condominio composto da non meno di otto appartamenti, dice la legge, richiede la presenza di un amministratore di condominio che si occupi delle pratiche burocratiche e rappresenti l’edificio nei confronti di terzi. Per esercitare la professione di amministratore di condominio è necessario avere dei requisiti ed essere stato nominato dall’assemblea di condominio.
La carica di amministratore di condominio comporta numerosi compiti di gestione, fra cui:

  • eseguire le deliberazioni assembleari;
  • occuparsi della gestione delle parti comuni del condominio e dei loro servizi, come la conservazione dello stato strutturale, bonificandolo da eventuali elementi nocivi, recuperare la certificazione energetica, prevenzione degli incendi;
  • eseguire gli adempimenti fiscali;
  • custodire i registri dell’anagrafe condominiale ed i verbali delle assemblee tenute;
  • conservare tutta la documentazione inerente la propria gestione condominiale;
  • mettere a disposizione dei condòmini lo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso;
  • stesura del rendiconto condominiale annuale della gestione e la convocazione dell’assemblea per la relativa approvazione; rappresentare il condominio nei procedimenti contro terzi.

Il mancato adempimento degli obblighi da parte dell’amministratore di cndominio può comportare problemi in ambito civile, l’amministratore potrebbe essere costretto a pagare i danni di un erroneo operato. In ambito penale, potrebbero essere configurati anche problemi giudiziari importanti. Una ulteriore conseguenza potrebbe essere la revoca dall’incarico, anche da parte dell’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condòmino, nei casi in cui siano emerse gravi irregolarità.

L’amministratore di condominio ha diritto al compenso poiché si tratta di un mandato ricevuto dai condòmini a titolo oneroso. All’atto della nomina, l’amministratore deve specificare analiticamente l’importo dovuto a titolo di compenso per l’attività che andrà a svolgere. Per ottenere il compenso o il rimborso delle spese anticipate, l’amministratore dovrà presentare il rendiconto del proprio operato, che deve necessariamente comprendere nel dettaglio i dati contabili delle entrate, delle uscite e del saldo finale.

L’amministratore di condominio può essere sia una persona fisica che giuridica. Tra i requisiti richiesti dalla legge:

  • godere dei diritti civili;
  • non avere condanne per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;
  • non essere mai stati dichiarati interdetti, inabilitati, o protestati,

Se l’amministratore non viene nominato tra i condòmini dello stabile, è necessario che il candidato abbia conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado e abbia frequentato un corso di formazione iniziale e svolto attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

Per essere nominati amministratori è necessario convocare un’assemblea condominiale. Ricordando che fino ad otto appartamenti si può anche decidere di non nominare un amministratore, è necessario un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno la metà del valore dell’edificio.

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