Cosa significa ‘fatti salvi i diritti dei terzi’: la sentenza del Consiglio di Stato

Cosa significa ‘fatti salvi i diritti dei terzi’ la sentenza del Consiglio di Stato
In edilizia cosa significa ‘fatti salvi i diritti dei terzi’, una recente sentenza del Consiglio di Stato fa chiarezza

Il Consiglio di Stato fa chiarezza sulla clausola ‘fatti salvi i diritti dei terzi’ che genericamente appare nei provvedimenti di autorizzazione nel settore edilizio.

Con la sentenza 5115/2018 depositata il 30 agosto e riportata da Edilportale, il Consiglio di Stato sancisce che nella realizzazione di interventi edilizi l’Amministrazione deve verificare solo la legittimità delle opere dal punto di vista edilizio e urbanistico, ma non ha il potere di accertare se vengono lesi i diritti dei terzi. Una regola valida sia per il permesso di costruire che per la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia).

Prima di rilasciare il permesso di costruire, obbligo del Comune è quello di verificare la legittimazione del richiedente, accertando che questi sia il proprietario dell’immobile oggetto dell’intervento costruttivo o che, comunque, ne abbia un titolo di disponibilità sufficiente.

L’Amministrazione non deve verificare ogni aspetto civilistico che potrebbe emergere, ma deve vagliare esclusivamente i profili urbanistici ed edilizi connessi al titolo richiesto. In altre parole, la PA non ha potere di accertamento e non può comprovare prima del rilascio, attraverso propri approfondimenti istruttori, la mancanza di elementi che possano limitare il titolo abilitativo.

Il permesso di costruire in sé non incide sulla titolarità della proprietà o di altri diritti reali relativi agli immobili realizzati per effetto del suo rilascio, né tantomeno pregiudica la titolarità o l’esercizio di diritti relativi ad immobili diversi da quelli oggetto d’intervento. In altre parole, l’Amministrazione non può verificare gli effetti degli interventi realizzati sugli immobili circostanti, non coinvolti direttamente dal titolo abilitativo.

I giudici hanno spiegato che l’espressione “fatti salvi i diritti dei terzi” significa che l’Amministrazione certifica la conformità dell’intervento alla normativa edilizia e urbanistica, ma non ha responsabilità nel caso in cui l’intervento pregiudichi i diritti di un terzo, ad esempio un confinante, che per tutelarsi potrà ricorrere al giudice ordinario.

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