Pignoramento e diritto di abitazione di casa in comproprietà: cosa dice la legge

Pignoramento e diritto di abitazione di casa in comproprietà cosa dice la legge
Il pignoramento e diritto di abitazione di casa in comproprietà secondo quanto stabilisce la legge

Avere una casa in comproprietà potrebbe presentare alcuni rischi se uno degli intestatari dovesse aver contratto dei debiti che non ha pagato. Facendo un esempio, una moglie eredita una quota della casa coniugale in comproprietà con i figli.

La domanda alla quale risponde Marco Borriello de La legge per tutti è se il diritto di abitazione ferma l’eventuale pignoramento della casa in comproprietà. Se la casa coniugale dovesse essere venduta all’asta, il coniuge superstite è costretto a lasciarla?

La situazione è molto frequente, si tratta di una comunione ereditaria sulla casa di famiglia tra i figli ed il coniuge superstite, oltre al diritto di abitazione a favore di quest’ultimo. Ebbene, un potenziale creditore di uno degli eredi può agire in esecuzione sulla quota del proprio debitore e poiché l’immobile in comunione potrebbe essere indivisibile, la successiva vendita all’asta potrebbe riguardare l’intero bene. Comunque sia, parte del ricavato andrebbe ai comproprietari estranei al debito.

Per legge, alla morte del coniuge, l’altro eredita il diritto di abitazione sulla casa di famiglia. La presenza del diritto di abitazione a favore del coniuge superstite non impedisce, però, il pignoramento e quindi l’esecuzione forzata sull’immobile abitato, ma è sicuramente un diritto opponibile ai creditori. In pratica, il creditore di uno dei comproprietari della casa potrà agire in esecuzione sulla quota, ma dovrà necessariamente fare i conti con il diritto di abitazione in essere.

Questo significa che il coniuge superstite continuerà ad abitare la ormai ex casa coniugale sino alla sua morte. A giudizio di alcuni, l’unica condizione affinché il descritto diritto di abitazione sia opponibile al creditore ed ai potenziali compratori del bene all’asta sarebbe la trascrizione antecedente del predetto diritto: se, quindi, il diritto di abitazione fosse stato trascritto nei registri immobiliari antecedentemente all’azione esecutiva, esso sarebbe opponibile senza alcun dubbio ai creditori procedenti ed ai successivi acquirenti.

Tuttavia, non è d’accordo la giurisprudenza che sostiene che il diritto di abitazione viene acquistato dal coniuge immediatamente alla morte dell’altro ed eventuali conflitti con dei potenziali successivi acquirenti del bene non possono essere risolti a favore degli stessi sulla base della trascrizione. Pertanto, se l’azione esecutiva è successiva all’acquisto del diritto di abitazione, il coniuge superstite potrà opporlo ai creditori indipendentemente dalla trascrizione o meno di tale diritto.

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