Subentro nel mutuo per successione: come non perdere la detrazione fiscale

Subentro nel mutuo per successione come non perdere la detrazione fiscale
Come fare in caso di subentro nel mutuo per successione, come devono agire gli eredi per non perdere la detrazione fiscale

Si parla di eredità di un immobile sul quale grava un mutuo e della possibilità di subentrare correttamente per non perdere la detrazione degli interessi passivi sul finanziamento ottenuto dalla persona che è venuta a mancare.

Come spiega il portale Tasse-fisco.com, in genere, il debito contratto dal de cuius è a carico degli eredi che hanno comunque la possibilità di valutare attentamente se accettare o meno la situazione debitoria.

Il dubbio da sciogliere è se, nel caso in cui la moglie o il marito siano ancora in vita e siano in separazione di beni e l’abitazione fosse solo del defunto, il coniuge in vita può detrarre gli interessi del mutuo trattandosi di un immobile acquisito per successione? In alcuni casi, spiega l’articolo, alcune banche addebitano le rate del mutuo sul conto del coniuge probabilmente cointestato, anche se, il condizionale è d’obbligo, dovrebbe essere mandata quanto meno una comunicazione alla controparte.

Detto questo, per quanto riguarda la detrazione fiscale applicabile al mutuatario, a seconda delle caratteristiche del mutuo, il legislatore ha previsto la detrazione fiscale degli interessi passivi nel limite del 19 per cento di un importo massimo di 4 mila euro. Il diritto alla detrazione fiscale, dunque, è possibile anche per gli eredi a condizione che questi si accolli il mutuo attraverso una formalizzazione dinnanzi alla banca mutuante.

L’accollo è disciplinato dall’articolo 1273 del Codice civile che recita che se si accetta il debito “il creditore può aderire alla convenzione, rendendo irrevocabile la stipulazione a suo favore. L’adesione del creditore importa liberazione del debitore originario solo se ciò costituisce condizione espressa della stipulazione o se il creditore dichiara espressamente di liberarlo. Se non vi e’ liberazione del debitore, questi rimane obbligato in solido col terzo. In ogni caso il terzo è obbligato verso il creditore che ha aderito alla stipulazione nei limiti in cui ha assunto il debito, e può opporre al creditore le eccezioni fondate sul contratto in base al quale l’assunzione e’ avvenuta.”

In conclusione, per usufruire della detrazione e per evitare l’iscrizione di ipoteca sull’immobile o l’avvio di procedure esecutive, si dovrà inoltrare una regolare richiesta e stipula di accollo alla banca che deve liberare il defunto eventualmente l’immobile o altri eredi nel caso di legato o testamento. Nel caso in cui entrambi i coniugi siano mutuatari, l’accollo integrale del mutuo sarà al coniuge rimasto in vita e la banca potrà anche eventualmente rifarsi sugli eredi a meno che non si proceda anche in questo caso ad un accollo interno da parte del coniuge che liberi gli eredi con il consenso della banca.

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