Sentiment mercato degli immobili: crescita rallentata, aumento tempi vendita

Sentiment mercato degli immobili crescita rallentata, aumento tempi vendita
Il Sentiment mercato degli immobili, la ricerca evidenzia un miglioramento dei principali indicatori macroeconomici secondo gli operatori c’è ottimismo nel settore

Le prospettive del settore immobiliare sembrano essere ottime, la vivacità riscontrata lo scorso anno si è orientata verso una prospettiva di maggiore stabilità. Gli operatori prevedono coerenza nei prezzi ed aumento dei tempi di vendita.

A rivelarlo è l’indagine ‘Sentiment del mercato immobiliare’, elaborata su base quadrimestrale dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma in collaborazione con Sorgente Group e Federimmobiliare. Il 62,5 per cento degli intervistati ritiene vi sia stato un miglioramento dei principali indicatori macroeconomici, il 45 per cento del campione intervistato ritiene che ci sarà una crescita nei prossimi mesi.

Secondo il 28 per cento degli operatori il real estate sta andando incontro ad una stabilizzazione, si respira aria di ottimisno. Seppur con molta cautela, gli investimenti proseguono e le mete più interessanti vedono Milano al primo posto per il residenziale, uffici e negozi, ed è al primo posto per il settore alberghiero. Al secondo posto si piazza Roma per gli stessi settori, mentre la classifica si capovolge per il settore alberghiero. A Roma e Milano sono ritenute particolarmente appetibili le zone centrali per gli investimenti nel settore commerciale mentre per gli uffici le zone semi-centrali, infine per l’industriale vengono preferite le zone periferiche.

Per quanto riguarda la ripartizione geografica, rimane la percezione che il Nord Ovest riscontri la maggiore crescita su tutti i comparti, tranne che per l’industriale, per il quale risulterebbero privilegiate le località del Nord Est, e il settore degli alberghi, per il quale Centro e Sud avrebbero la maggiore probabilità di crescita.

Anche lo strumento dei Pir è considerato importante per lo sviluppo del settore, dal 58,5 per cento circa degli intervistati.

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