Detrazione recupero edilizio comulabile con il risparmio energetico: i chiarimenti delle Entrate

Detrazione recupero edilizio comulabile con il risparmio energetico i chiarimenti delle Entrate
La detrazione recupero edilizio comulabile con il risparmio energetico è stata chiarita dall”Agenzia delle Entrate tramite la rivista telematica FiscoOggi

Il settore edilizio è trainato dalle ristrutturazioni grazie agli incentivi proposti per effettuare interventi collegati al risparmio energetico. Ed a proposito delle detrazioni fiscali per interventi di riqualifacazione edilizia, molti sono ancora gli interrogativi che si pongono i contribuenti.

Fra i tanti quesiti posti all’Agenzia delle Entrate, un contribuente si chiedeva se la detrazione per gli interventi di recupero edilizio fosse cumulabile con quella prevista per il risparmio energetico. A rispondere alla domanda è FiscoOggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate: “La detrazione Irpef relativa alle spese sostenute per i lavori di recupero del patrimonio edilizio non è cumulabile con quella spettante per gli interventi di riqualificazione energetica. Nell’ipotesi in cui i lavori eseguiti rientrino nel perimetro applicativo di entrambe le agevolazioni, è possibile beneficiare, per le stesse spese, soltanto di uno dei due bonus, effettuando tutti gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuno di essi (circolare n. 36/E del 31 maggio 2007, paragrafo 8, e risoluzione n. 152/E del 5 luglio 2007)”.

Un altro interessante chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate riguardava la possibilità di beneficiare del bonus ristrutturazioni da parte del convivente e se fosse necessario che la convivenza sussista per l’intero periodo di fruizione della detrazione. Così rispondeva l’Agenzia delle Entrate: “La detrazione relativa alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (articolo 16-bis, Tuir) spetta anche al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile sul quale vengono effettuati i lavori, a condizione che abbia sostenuto le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati. A tal fine, per familiari si intendono (secondo quanto previsto dall’articolo 5, comma 5, Tuir) il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado. Per fruire della detrazione non è necessario che i familiari abbiano sottoscritto un contratto di comodato, essendo sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di essere familiari conviventi (circolare n. 121 dell’11 maggio 1998, paragrafo 2.1). Lo status di convivenza deve sussistere già al momento in cui si attiva la procedura ovvero alla data di inizio dei lavori e non è necessario che permanga per l’intero periodo di fruizione della detrazione (circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, pagina 217). Si ricorda, infine, che non è richiesto che l’immobile oggetto dell’intervento sia adibito ad abitazione principale del proprietario o del familiare convivente e che, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali all’esecuzione dei lavori sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione (cfr circolare n. 50/E del 12 giugno 2002, risposta 5.1, circolare n. 24/E del 10 giugno 2004, risposta 1.10, risoluzione n. 184/E del 12 giugno 2002)”.

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