Frodi creditizie in Italia: in forte aumento secondo i dati Crif

Frodi creditizie in Italia in forte aumento secondo i dati Crif
Le frodi creditizie in Italia risultano in forte aumento, quasi 27mila lo scorso anno, maggiormente vittime gli uomini, i dati dell’Osservatorio Crif

Molti italiani sono stati coinvolti in frodi creditizie e numerose sono le vittime inconsapevoli. Lo scorso anno, secondo quanto emerge da uno studio realizzato dall’Osservatorio Crif, i casi sono stati più di 26.600 per un importo medio pari ad oltre 5.700 euro, che significa una perdita economica pari a circa 153 milioni di euro.

Come già accaduto in passato, il prestito finalizzato risulta ancora essere la tipologia di finanziamento maggiormente esposta alle frodi creditizie, con una percentuale del 55,8 per cento dei casi. Se da una parte si registra un calo rispetto all’anno precedente, dall’altro sono in crescita le frodi creditizie perpretate sulle carte di credito, che riguardano il 27,7 per cento dei casi totali a fronte di una crescita che lo scorso anno si è attestata al +49 per cento rispetto all’anno precedente.

Dal report Crif, emerge che il 34,6 per cento dei prestiti finalizzati ottenuti indebitamente, riguardavano l’acquisto di elettrodomestici, tuttavia, si riscontrano percentuali importanti anche per auto-moto (9,4 per cento del totale) e le spese per la casa (9,9 per cento). Leggermente distanziati gli acquisti di arredamento (6,6 per cento) ed elettronica – informatica – telefonia (4,6 per cento).

Inoltre, ancora una volta risulta che la maggior parte delle vittime sono uomini, con una percentuale del 57,8 per cento del totale, tuttavia, sono in crescita le vittime di sesso femminile che registrano una percentuale del +18,1 per cento rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda la ripartizione percentuale delle frodi per ogni singola regione di residenza dichiarata al momento della richiesta del finanziamento, al primo posto compare la Sicilia, con il 16,0 per cento del totale, seguita con un minimo scarto dalla Campania, con il 15,9 per cento, e piuttosto distanziate Lombardia, Puglia e Lazio.

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