Acquisti casa vacanza salgono e prezzi scendono: dati Confcommercio

Acquisti casa vacanza salgono e prezzi scendono dati Confcommercio
Gli acquisti casa vacanza salgono e prezzi scendono, molto richieste le case al lago seguite da mare e montagna, i dati Confcommercio

Le compravendite di casa vacanza sono in crescita, gli italiani continuano a comprare e, stando ai dati ufficiali, lo scorso anno è stata registrata una crescita pari al 3,5 per cento rispetto all’anno precedente anche se in frenata rispetto al vero e proprio boom registrato del +20,2 per cento del 2016 rispetto all’anno precedente.

Quanto alle località scelte dalla maggior parte degli acquirenti, le case vacanza sul lago registrano un aumento dell’8 per cento, seguite da quelle al mare (+4,8 per cento) e in montagna (+4,3 per cento). A dirlo sono i dati dell’Osservatorio Immobiliare turistico 2018 di Fimaa-Confcommercio con la collaborazione di Nomisma.

Nel 2018, il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica su tutto il territorio nazionale si attesta a 2.173 euro al metro quadro commerciale, con un trend dei prezzi di vendita in contrazione: il dato medio fa segnare una flessione annua del 2,5 per cento. I cali più consistenti, spiega l’analisi, si verificano nelle regioni dell’Italia centrale che di recente sono state interessate da fenomeni sismici come l’Umbria (-4,5 per cento), l’Abruzzo e il Lazio (-4 per cento) seguite infine dalla Sardegna (-3,5 per cento).

La diminuzione dei prezzi più contenuta si registra in Puglia (-0,4 per cento), dove si annulla completamente se si considerano le località di Ostuni, Vieste, Manfredonia, Peschici e San Giovanni Rotondo. A tenere di più sono i prezzi degli immobili di qualità e nuovi, per i quali Fimaa-Confcommercio e Nomisma registrano una flessione media annuale dell’1,2 per cento ai laghi, dell’1,9 per cento al mare e del 2 per cento in montagna.

Santino Taverna, presidente di Fimaa-Confcommercio, ha commentato che, considerando l’andamento positivo delle compravendite di case turistiche, sarebbe opportuno rafforzare il settore soprattutto in un’ottica di sviluppo del Mezzogiorno. Ed aggiunge che turismo e immobiliare “valgono da soli più del 30 per cento del Pil italiano, confidiamo nel governo per degli interventi dedicati al settore, tenendo conto che la pressione fiscale sugli immobili andrebbe ridotta”.

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