Caduta di calcinacci dal balcone: chi paga gli eventuali danni

Caduta di calcinacci dal balcone chi paga gli eventuali danni
La caduta di calcinacci dal balcone spesso provoca dei danni, di chi è la responsabilità, civile e penale

La legge prevede che la manutenzione di un immobile deve garantire che la struttura sia sempre in condizioni di sicurezza. Tuttavia, non è raro che si verifici la caduta di calcinacci da un balcone. Se causa danni a persone o auto, ad esempio, di chi sono le risponsabilità?

Nel caso di una soluzione indipendente, la responsabilità sarà naturalmente, dell’unico proprietario. Diverse le cose se si tratta di condominio. A spiegarlo è La legge per tutti, il problema principale è stabilire di chi sia esattamente la proprietà, per stabilire di chi sia effettivamente la responsabilità del danno causato. In ambito condominiale si parla di quote che spettano a ciascun condomino, in riferimento alla proprietà specifica ma anche alla porzione di suolo condominiale di competenza, sulla base dell’estensione della proprietà.

Le norme per le controversie condominiali è ben definita e determinata e prevede che a prevalere, anche sulla legge in vigore, sia il regolamento contrattuale. Si tratta di un accordo consensuale plurilaterale tra tutti i condomini, che viene solitamente redatto nel momento stesso in cui viene realizzato l’edificio e che viene successivamente fatto firmare da ogni nuovo condomino che si succede. Ha valenza di legge all’interno della proprietà condominiale e prevarica qualsiasi altra norma. Ogni condominio ha un proprio regolamento contrattuale, che non è standardizzato nella forma e nel contenuto.

Il regolamento contrattuale riguarda numerosi aspetti della gestione dello spazio condominiale ma anche privato, ivi compresa la mancata manutenzione, in base alla porzione di struttura coinvolta. Tra questi, le autorizzazioni o meno all’installazione di elementi che possono modificare l’estetica della facciata. Se nel regolamento è indicato che questi non possono essere installati, nessun condomino è autorizzato a procedere, a meno che non venga cambiato il regolamento. In alcuni casi il regolamento stabilisce anche il carico massimo di ogni balcone, piante troppo pesanti, piscine e quant’altro potrebbero indebolire la struttura e causare un danno notevole.

Per capire chi paga in caso di caduta di calcinacci dal balcone è fondamentale effettuare un’analisi della struttura. Secondo la legge, infatti, il modo in cui un balcone si integra con la facciata dell’edificio e, quindi, le sue caratteristiche strutturali, sono oggetto di diversa applicazione della norma. In linea generale, comunque, sono prevalentemente due le tipologie di balconi previsti dalla normativa vigente: aggettanti, quindi sporgenti dalla struttura lineare della facciata dell’edificio; incassati, quindi inseriti nella struttura stessa della facciata dell’edificio.

I balconi aggettanti sono considerati come un prolungamento esterno dell’immobile, pertanto, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria competono al proprietario o all’inquilino. Questo vale anche nei casi in cui il balcone funga da copertura per quello inferiore. Per quanto riguarda la tinteggiatura esterna e ad altri ritocchi, invece, è previsto che tutte le spese vengano equamente suddivise tra i condomini utilizzando il metodo dei millesimi.

Sulla base di una sentenza della Cassazione, nel caso in cui da un balcone aggettante dovesse staccarsi un pezzo di intonaco, la responsabilità ricade per intero sul condominio e non sul proprietario, perché considerata dalla legge una parte comune. Dev’essere, quindi, premura dell’amministratore di condominio intervenire per la manutenzione secondo quanto disposto dalla legge compiendo gli atti conservativi adeguati per prevenire tali eventualità e per garantire all’edificio i migliori standard di sicurezza, ed evitare la caduta dei calcinacci dal balcone.

I balconi incassati sono completamente inseriti nel piano verticale della facciata, dunque, strutturalmente parte integrante della facciata, quindi, va da sé che tutte le spese di manutenzione ricadono sulla comunità sulla base del principio dei millesimi. Al contrario, per la soletta la manutenzione ricade per intero sui proprietari dei piani sovrastanti, secondo il principio per il quale al proprietario del piano inferiore spetta il rifacimento dell’intonaco e del rivestimento e a quello del piano superiore quello del pavimento.

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