Prezzi delle case in Nord Europa: quattro anni di continui aumenti

Prezzi delle case in Nord Europa quattro anni di continui aumenti
I prezzi delle case in Nord Europa continuano a crescere, in Svezia aumenti fino al 38 per cento ma non sono da meno neanche gli altri Paesi

Se in Italia i prezzi delle case sono ancora in lieve calo e, dunque, conviene acquistare, nei Paesi del Nord Europa, si corre il rischio di bolla immobiliare. A dirlo è una ricerca di Scenari Immobiliari riportata da Il Sole 24 ore.

Nei Paesi scandinavi negli ultimi anni i prezzi delle case hanno continuato a registrare forti incrementi. Nelle capitali Stoccolma, Oslo, Copenhagen, Helsinki sono stati registrati aumenti a doppia cifra per le quotazioni degli immobili ad uso residenziale.

Dalla fine del 2012 al 2016, in Svezia l’incremento è stato del 38 nominale, il 19 per cento in Danimarca ed il 17 per cento in Norvegia e Finlandia. Secondo Scenari Immobiliari la situazione attuale è dovuta a due fattori: i bassi tassi di interesse ed un’inflazione quasi assente che avrebbero sostenuto il mercato residenziale in tutti i Paesi scandinavi anche durante lo scorso anno. Visto il forte aumento dei prezzi registrato negli ultimi 20 anni, risultano essere i Paesi più indebitati d’Europa. Secondo la ricerca, il debito delle famiglie “rischia di rappresentare oltre 170 per cento dei redditi netti, con percentuali quasi doppie nelle città più importanti”.

La crescita dei prezzi è un fenomeno che i governi locali hanno cercato di arginare sin dal 2015, quando l’incremento aveva raggiunto un livello preoccupante rispetto al livello dei redditi delle famiglie. Ad esempio, erano state previste delle norme che restringevano la concessione dei mutui prima casa.

Per quanto oggi la diffusione di importanti progetti di riqualificazione urbana in alcune aree dei Paesi scandinavi mantenga il settore molto vivace, alcuni segnali positivi fanno ben sperare in un lento ritorno alla normalità. Infatti, gli immobili ad uso residenziale sembrano aver imboccato la strada dell’inversione di tendenza dalla scorsa estate in Svezia e verso la fine dell’anno in Norvegia. Anche in Finlandia lo scorso anno i prezzi si sarebbero stabilizzati registrando un aumento al di sotto del 5 per cento.

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