Condono edilizio illegittimo: la sentenza del Consiglio di Stato

Condono edilizio illegittimo la sentenza del Consiglio di Stato
Il condono edilizio illegittimo secondo una recente sentenza del Consiglio di Stato, la tutela dei vincoli ambientali

Si torna a parlare di condono edilizio di cui si è occupato il Consiglio di Stato sentenziando che, anffinchè si consideri legittimo, l’Amministrazione che lo rilascia deve acquisire il parere delle autorità competenti per tutelate gli eventuali vincoli ambientali.

Il caso preso in esame, come riporta Edilportale, riguardava il condono edilizio rilasciato da un Comune per la realizzazione di un manufatto abusivo a scopo residenziale. Tuttavia, il condominio vicino aveva presentato ricorso poiché riteneva che non fossero stati acquisiti i pareri favorevoli delle autorità preposte alla tutela del vincolo idrogeologico e del vincolo ambientale.

Il lavoro da effettuare consisteva nella tramezzatura di una preesistente struttura a terrapieno avente funzione di contenimento del terreno. I tecnici comunali avevano rilevato che, sotto le opere conformi a quelle assentite, anziché esserci un terrapieno era stata realizzata una struttura vuota completamente chiusa da muri di tompagno.

Il Comune aveva autorizzato la costruzione di un muro di contenimento con una rampa di discesa al fondo e la realizzazione di un terrapieno con pareti verticali e collegamenti orizzontali in cemento armato di contenimento. Duranti i lavori, però, era stato inserito un solaio intermedio con relativa scala interna. Da qui la deduzione che si trattasse di un manufatto ad uso residenziale.

Il Consiglio di Stato ha chiarito, innanzitutto, che il condominio limitrofo era legittimato a presentare ricorso in quanto non era necessario che si provasse che i lavori avevano provocato un danno ai vicini.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza 2457/2018, ha annullato il condono e condannato il responsabile dell’abuso al pagamento di una multa. I giudici hanno ritenuto che l’intervento era in grado di incidere sull’assetto del terreno e poteva qualificarsi come movimento terra. Considerando che la zona era sottoposta a vincolo ambientale ed idrogeologico, il Comune avrebbe dovuto ottenere il parere favorevole delle autorità preposte alla tutela dei vincoli prima di concedere il condono.

L’esistenza del vincolo deve essere valutata al momento in cui deve essere presa in considerazione la domanda di condono. Se il parere dell’autorità manca, il condono viene considerato illegittimo.

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