Abitazioni all’asta in calo: situazione ancora difficile in Lombardia

Abitazioni all’asta in calo situazione ancora difficile in Lombardia
Le abitazioni all’asta in calo su tutto il territorio nazionale ad eccezione della Lombardia, il rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea

La situazione economica sta apparentemente cambiando in Italia, almeno stando al calo delle abitazioni all’asta che è diminuito del 25,2 per cento in sei mesi, dalle 19.650 rilevate lo scorso gennaio, infatti, le procedure sono scese a 14.701, un vero e proprio crollo nell’ultimo anno e mezzo.

Il boom delle abitazioni all’asta era stato registrato all’inizio dello scorso anno, quando aveva raggiunto le 33.304 unità. Il calo, quindi, è del 55,9 per cento, eccezion fatta per la Lombardia, dove la situazione è ancora difficile.

A riferirlo è il rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea. Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi, ha commentato: “Questo calo segnala che ormai il numero delle vendite forzate si attesta a valori fisiologici per il nostro Paese. Ragionevole ipotizzare che, essendo il mercato delle aste la fotografia di una situazione di precarietà creatasi anni addietro, l’onda lunga delle sofferenze bancarie abbia esaurito i suoi effetti più disastrosi”.

Il dati, però raccontano che non in tutta Italia la sitiazione è uguale.
Il Centro (-31,9 per cento) ed il Mezzogiorno (-55,6 per cento) hanno fatto segnare flessioni più decise, mentre al Nord, macro regione dove si verifica la metà delle aste nazionali, la situazione non è omogenea. In Lombardia, regione che da sempre rappresenta il cuore centrale degli scambi immobiliari, le case all’asta sono 2.822, che significano un’impennata del 25,2 per cento. Situazione peggiore in Veneto con +54,5 per cento (2.444 procedure), mentre Piemonte ed Emilia Romagna sono tendenzialmente stabili. In netto calo, anche se con numeri assoluti molto più contenuti rispetto ad altre realtà, il dato delle vendite forzate in Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta.

A livello di province, spiccano le 1.254 abitazioni all’asta di Padova, seguita da Brescia (910), Roma (906), Catania (750), Torino (693) e Bergamo (490).
Quel che emerge dai dati è che a soffrire maggiormente sono le aree urbane che più di altre hanno subito gli effetti della crisi, zone nelle quali in passato sono stati concessi mutui con troppa facilità. A confermarlo sono le tipologie di abitazioni che finiscono all’asta: per il 68,2 per cento dei casi si tratta di case con un prezzo inferiore ai 100.000 euro, l’88,8 per cento inferiori a 200.000. Il presidente Simoncini afferma: “Viene confermato che gli anni della crisi hanno colpito soprattutto gli appartenenti alle fasce di reddito medio-basse, costretti in molti casi a sacrificare il bene-rifugio per eccellenza, la prima casa, per non essere riusciti a fare fronte a un impegno finanziario”.

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