Dichiarare una residenza falsa: quali sono i rischi che si corrono

Dichiarare una residenza falsa quali sono i rischi che si corrono
Nel dichiarare una residenza falsa all’anagrafe del Comune si rischia anche penalmente

Ci sono svariati motivi che inducono a dichiarare una residenza falsa, dal tentativo di sfuggire alle cartelle esattoriali per il bollo auto, alle notifiche degli atti giudiziari, alle multe, alle raccomandate dei creditori. C’è anche chi vuole rendersi irreperibile e fornisce indirizzi a volte inesistenti.

Potrebbe andare tutto liscio per anni, ma potrebbe anche non essere così e, dunque, se ne dovranno poi pagare le conseguenze. Come riporta La legge per tutti, unarecentissima sentenza della Cassazione lo conferma.

La residenza deve coincidere con la dimora abituale, in pratica, dove abitualmente si vive, si mangia e si dorme. Non si può fissare la residenza nella casa al mare o campagna, né al vecchio indirizzo dei genitori una volta che si vive altrove. Tutti i cittadini hanno l’obbligo di rendersi reperibili per la pubblica amministrazione, le autorità ed il fisco.

Chiedendo il cambio di residenza all’ufficio anagrafe, questo viene concesso subito e la modifica nei registri comunali viene attuata entro due giorni lavorativi. Nei successivi 45 giorni, però, la polizia municipale potrà presentarsi presso l’indirizzo dichiarato per verificare che ci si viva davvero. In caso contrario il cambio di residenza viene cancellato.

Potrebbe succedere che non vengano mai effettuati controlli, oppure che, dopo qualche anno, ci si trasferisca ad un altro indirizzo senza comunicarlo al Comune per la modifica delle indicazioni anagrafiche. Se l’amministrazione dovesse accorgersene, potrà effettuare una serie di accertamenti e poi disporre la definitiva cancellazione dall’anagrafe comunale. Comunque sia, tutte le notifiche verranno fatte presso la casa comunale e si considereranno ugualmente conosciute. Significa che non ci si potrà mai difenderti da qualsiasi pretesa che arriva.

Secondo la sentenza della Cassazione, chi indica in Comune un indirizzo diverso da quello ove vive commette reato di falso ideologico. Difatti, per rispondere all’esigenza di semplificazione della documentazione amministrativa tra P.A. e privati cittadini, la legge stabilisce che le dichiarazioni sostitutive di certificazioni sono pienamente equiparate, agli effetti penali, agli atti pubblici poiché fatte a pubblico ufficiale. Se, quindi, si dichiara al Comune il cambio di residenza, magari perché i coniugi hanno due case di proprietà ed uno dei due intende trasferirsi solo formalmente presso un altro indirizzo per fini fiscali, si commette un reato, pertanto, si potrà essere incriminati

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