Vendere una quota di immobile in comproprietà: il diritto di prelazione

Vendere una quota di immobile in comproprietà il diritto di prelazione
Si può vendere una quota di immobile in comproprietà senza dire nulla agli altri? Quando esiste il diritto di prelazione

Essere comproprietari di un immobili o di un terreno, a volte può presentare delle complicazioni, ad esempio, incomprensioni o litigi con gli altri proprietari. Dunque, per porre rimedio ad una situazione scomoda, si decide di vendere la propria quota senza dire nulla agli altri comproprietari. Il problema è sapere se si deve rispettare il diritto di prelazione degli altri e senza fornire loro un preventivo avviso.

A spiegare come ci si debba comportare è La legge per tutti. Innanzitutto, la cosiddetta prelazione, spetta in casi ben determinati dalla legge. I tre principali sono:
1. In caso di locazione a uso abitativo, all’inquilino spetta il diritto di prelazione sull’appartamento quando il proprietario intende venderlo alla prima scadenza del contratto. Tale diritto spetta però solo se l’inquilino non ha la proprietà di altri immobili ad uso abitativo oltre a quello eventualmente adibito a propria abitazione;
2. In caso di eredità: prima della divisione dei beni, in caso di vendita della propria quota di eredità bisogna prima preferire i coeredi;
3. in caso di vendita di terreni agricoli: la cosiddetta prelazione agraria impone al titolare di un fondo agricolo, nel momento in cui intende vendere il proprio terreno, di preferire innanzitutto l’affittuario che, da almeno due anni, coltivi il fondo (deve trattarsi comunque di coltivatore diretto); in assenza, va preferito il vicino confinante.

Quanto sopra chiarisce che, nel caso di vendita di una quota di un terreno, di un appartamento, di una villa o di qualsiasi altro immobile che sia in comproprietà con altri soggetti, siano essi parenti o meno, non è previsto alcun diritto di prelazione. In buona sostanza, chiunque può vendere la propria quota senza dirlo agli altri comproprietari e doverli preferire rispetto a terzi offerenti.

La Legge per tutti fa un esempio, se il comproprietario di un terreno volesse cedere la propria quota ad un vicino confinante che offre una somma superiore a quanto offrirebbe uno degli altri comproprietari, non è tenuto ad optare per quest’ultimo, anche se più conveniente. Potrebbe addirittura decidere di donare la propria quota senza rispettare i diritti degli altri contitolari, i quali non potrebbero opporre alcuna resistenza o veto.

I comproprietari, in questo modo, potrebbero prendere conoscenza della cessione della quota anche successivamente al rogito, senza aver avuto la possibilità di partecipare con un’offerta.

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