Tari dimezzata per troppi rifiuti in strada: la sentenza della Ctp di Roma

Tari dimezzata per troppi rifiuti in strada la sentenza della Ctp di Roma
La Tari dimezzata per troppi rifiuti in strada, un contribuente romano ha visto accolto il suo ricorso alla Commissione tributaria provinciale (Ctp) di Roma per lo smaltimento rifiuti “inidoneo e irregolare”

“Chi la dura, la vince” recita un antico proverbio italiano, ed a quanto pare un contribuente romano ci ha creduto ed alla fine, dopo anni di carte bollate, prove inconfutabili ed altro, è riusciuto nel suo intento. Il caso è stato riportato da Il Sole 24 ore e riguardava un contribuente romano al quale la Commissione tributaria provinciale (Ctp) di Roma ha riconosciuto il dimezzamento della Tari perché lo smaltimento rifiuti davanti casa sua era “del tutto inidoneo e irregolare”.

Il diretto interessato ha portato avanti una battaglia nata nel lontano 2012, ancor prima di rivolgersi ai giudici tributari (e pagare anche un contributo unificato e le spese di lite per ottenere una pronuncia).

A dar ragione al contribuente è la sentenza 6269/41/2018. Tutto inizia con segnalazioni del contribuente sia con telefonate che con lettere di diffida accompagnate da fotografie di quanto avveniva davanti alla sua abitazione. In particolare aveva fatto notare ai soggetti competenti in materia, di aver subito “un grave disservizio sia per la mancata raccolta dell’immondizia” sia “per la posizione con cui erano stati collocati i cassonetti nelle immediate vicinanze della propria abitazione e in dettaglio davanti alla propria finestra, creando un’inevitabile situazione di carenza igienico-ambientale”.

Lo scorso anno il contribuente decise di presentare ricorso al quale allegva tutte le fotografie scattate per dimostrare la situazione davanti alla sua casa. Nell’impugnare l’invito al pagamento della Tari per il 2015, il contribuente chiese che gli venisse riconosciuto il dimezzamento del 50 per cento dell’importo dovuto.

La Commissione tributaria di Roma ha dato ragione al ricorrente, riconoscendo il disservizio di cui è stato vittima e che ha consentito, a detta dei giudici, “una riduzione della tariffa dovuta al 50 per cento”.

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