Prescrizione delle spese condominiali: cosa dicono normativa e giurisprudenza

Prescrizione delle spese condominiali cosa dicono normativa e giurisprudenza
La prescrizione delle spese condominiali secondo quanto sancito dalla normativa e dalla giurisprudenza

Le spese condominiali gravano molto nelle tasche degli italiani, sia per i proprietari che per gli inquilini. Non sempre sono chiari i termini di prescrizione ed in proposito, si è spesso espressa la giurisprudenza. A fare il punto della situazione è FiscoeTasse. Si parla di rapporti tra condominio e singoli condòmini, altri creditori del condominio hanno tempi diversi.

La prescrizione delle spese condominiali è regolata in particolare dagli artt. 2934 e ss. c.c. Nello specifico si prevede che “ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge. Non sono soggetti alla prescrizione i diritti indisponibili e gli altri diritti indicati dalla legge”.

Le spese condominiali sono diritti disponibili. La prescrizione non uguale tutti i diritti, si va dai dieci anni per la prescrizione ordinaria (ex art. 2946 c.c.), a tempi più brevi (v. artt. 2947 e ss., c.c.). L’art. 2948, co.1, n. 4 prevede la prescrizione in cinque anni, in generale, per tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi”. A questa norma si appella chi ritiene che la prescrizione per le spese condominiali sia, appunto, a cinque anni.

In merito, si sono espresse anche numerose sentenze della Cassazione. Tra le tante, con sentenza n. 12596 del 2002, i giudici decisero che per le spese fisse per la pulizia ed ordinaria manutenzione (pagamenti periodici), si doveva applicare la prescrizione quinquennale di cui all’art. 2948 c.c.. Alle contestazioni del ricorrente, secondo cui “il condominio non ha poteri impositivi e non è creditore di versamenti fissi e periodici, essendo l’amministratore solo un mandatario addetto alla riscossione di crediti che sono degli stessi condomini” (dunque affermando che per pagamenti periodici si dovessero intendere quelli dovuti da alcune categorie di cittadini ad enti privati od organismi statali o parastatali), la sentenza obiettava che a nulla rilevava “che l’amministratore si ponga come una sorta di delegato degli stessi condomini per la riscossione di tali quote, poiché il pagamento delle quote suddette costituisce comunque un vero e proprio debito del singolo condòmino nei confronti della collettività di tutti i condomini costituente il condominio che, sebbene privo di personalità giuridica, è comunque abilitato a tutelare i diritti comuni, anche contro la volontà di singoli condomini dissenzienti ma minoritari”.

La sentenza della Corte di Cassazione n. 4489/2014 ha confermato la prescrizione quinquennale. Il ricorrente, tuttavia, aveva obiettato che non era provato che si trattasse di spese periodiche, ma la precisazione è che “trattandosi di spese condominiali, per loro natura periodiche, trova applicazione il disposto dell’art. 2948 c.c., n. 4 in ordine alla prescrizione quinquennale dei relativi crediti”.

Nel 2015 il Tribunale di Roma (sentenza n. 18826), ha stabilito la differenza tra spese ordinarie, dunque periodiche, e spese straordinarie, non periodiche, ma occasionali e perciò soggette alla ordinaria prescrizione di dieci anni.

Add Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.