Loan to value in aumento: +7,66 punti percentuali rispetto al 2013

Loan to value in aumento +7,66 punti percentuali rispetto al 2013
Il Loan to value in aumento di 7,66 punti percentuali rispetto al 2013, dal 62,94 passa al 70,6 per cento attuale, l’analisi Facile.it e Mutui.it

Si parla di Loan to value, vale a dire il rapporto tra il valore del mutuo richiesto e quello dell’immobile da acquistare e, secondo l’analisi condotta da Facile.it e Mutui.it, dal 2013 ad oggi è cresciuto di oltre 7 punti percentuali passando dal 62,94 al 70,6 per cento.

L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 17.000 domande di finanziamento presentate attraverso i due portali dall’1 gennaio 2013 al 31 dicembre dello scorso anno.

Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, ha spiegato: “L’aumento dell’Ltv, sigla che rappresenta il rapporto tra il valore del mutuo richiesto e quello dell’immobile da acquistare, è un segnale positivo ed è legato principalmente a due fattori. Da un lato la riduzione dei tassi di interesse e la sostanziale stabilità dei prezzi delle case che consentono agli aspiranti mutuatari di chiedere somme più alte, dall’altro la maggiore disponibilità degli istituti di credito che, a fronte di un miglioramento generale dell’affidabilità creditizia dei richiedenti, tornano a finanziare percentuali maggiori rispetto al recente passato. Il valore dell’Ltv rappresenta un elemento importante da tenere in considerazione quando ci si presenta in banca. È bene sapere che spesso al crescere di questo parametro corrisponde un aumento dello spread applicato sul finanziamento dagli istituti di credito e, di conseguenza, anche degli interessi che graveranno sul mutuatario”.

Facile.it ha realizzato alcune simulazioni per verificare come lo spread applicato dalle banche cambi al variare dell’Ltv corrispondente. Ipotizzando un mutuo medio di 160.000 euro a tasso fisso e con una durata di 25 anni gli spread sono compresi fra 0,25 e 0,50 per cento per un Ltv del 50 per cento, arrivano allo 0,70 per cento se l’Ltv è pari all’80 per cento e possono addirittura arrivare al 2,5 per cento se l’Ltv richiesto supera l’80 per cento; percentuale che si traduce in oltre 45.000 euro di interessi in più rispetto allo 0,70 per cento considerato nella simulazione precedente.

In Puglia, Sicilia e Umbria i mutuatari puntano a farsi finanziare dalla banca la percentuale maggiore del valore immobile; dal lato apposto in Basilicata, Molise e Lazio si punta ad ottenere la percentuale minore.

Loan to value inferiori, però, non significano che sono stati chiesti importi più bassi; al 73,42 per cento del valore immobile richiesto dagli aspiranti mutuatari pugliesi, ad esempio, corrisponde una cifra media di mutuo pari a 115.155 euro; al 69,22 per cento registrato nel Lazio, invece, corrisponde una richiesta di 151.043 euro.
Analizzando quanto accade nelle 10 grandi province italiane, le richieste di mutuo prima casa presentate lo scorso anno tramite Facile.it e Mutui.it, al primo posto per Ltv si posiziona Palermo (73,49 per cento) seguita da Cagliari (73,40 per cento), Bari (72,46 per cento), Genova (70,83 per cento), Torino (70,64 per cento) e Bologna (70,55 per cento). Il Loan to value più basso, invece, si registra a Firenze (67,65 per cento), seguita da Roma (69,11), Milano (69,52), Napoli (69,79).

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