Aumento dei tassi sui mutui: quali sono i fattori che potrebbero influenzare

Aumento dei tassi sui mutui quali sono i fattori che potrebbero influenzare
L’aumento dei tassi sui mutui non sarà a breve, ma quali sono i fattori che potrebbero influenzare la non imminente risalita?

Il tasso medio sui mutui stipulati per l’acquisto di un’abitazione ha raggiunto un nuovo minimo storico, tanto che non sono pochi i mutuatari che, nonostante avessero già surrogato il mutuo, hanno pensato di fare una surroga della surroga alla ricerca di condizioni migliori per alleggerire la rata mensile.

Ad aprile, infatti, secondo quanto riferito da Abi, il tasso medio era 1,85 per cento a fronte dell’1,88di marzo e, tornando indietro fino al 2007, era del 5,72 per cento. Il momento è certamente favorevole e, almeno stando alle previsioni, un rialzo dei tassi non sarà a breve e non avverrà prima del 2022.

La scalata inizierà, probabilmente, da settembre quando cesserà il quantitave easing voluto dalla BCE che ha aumentato i flussi di denaro in circolazione, abbassando anche i costi dei finanziamenti.

Come ampiamente spiegato da Facile.it, un’altra incognita è la risalita dello spread Btp-Bund registrata nelle ultime settimane a causa della formazione del nuovo Governo che non sembra riuscire a trovare una via d’uscita.

In una breve spiegazione, lo spread Btp-Bund è la differenza tra i tassi dei titoli pubblici italiani e quelli tedeschi (i Bund), generalmente a 10 anni. Più alto è il valore di questa differenza più lo Stato italiano dovrà pagare per prendere in prestito denaro sui mercati. La conseguenza è la crescita del deficit pubblico che può essere contrastato esclusivamente se si adotteranno misure rigorose in grado di assicurare la permanenza entro i parametri prestabiliti.

Quanto all’aumento dello spread Btp-Bund e su come può può incidere sui tassi applicati ai mutui, bisogna pensare che quando aumenta il rendimento, i titoli di Stato posseduti dalle banche registrano una diminuzione del loro prezzo e gli istituti di credito sono meno motivati a concedere finanziamenti a famiglie ed imprese, salvo aumentare gli interessi applicati ai prestiti.

I mutuatari che stanno ripagando con tasso fisso, non hanno problemi di rata poiché per tutta la durata del rimborso non cambierà; per quanto riguarda il tasso variabile, invece, non è detto che ci siano rialzi immediati. Il tasso variabile, si ricorda, è determinato dalla somma dello spread (il margine di guadagno della banca) e l’Euribor. Quest’ultimo indica il tasso medio pagato dalle banche europee per prestarsi i soldi. Quindi, il valore dell’Euribor potrebbe crescere, ad esempio, se la BCE prendesse decisioni in tal senso a causa di particolari mutamenti di scenario all’interno dell’Unione Europea. Ma, almeno per il momento, non si prevede nulla in merito.