Spese condominiali non pagate: è legittimo sapere chi non è in regola

Spese condominiali non pagate è legittimo sapere chi non è in regola
Le spese condominiali non pagate rappresentano un grosso problema per tutti, ma si può conoscere il nome di chi non paga? Cosa può fare l’amministratore?

Tra le molte cause di litigio in condominio, ci sono anche le spese condominiali non pagate da qualche condomino. In questi casi, l’amministratore può intervenire sollecitando il pagamento al moroso ma non è detto che se ne venga a capo in tempi brevi.

Succede quindi che, nonostante si sia in regola con i pagamenti, altri si debbano accollare le spese. Inevitabile che si chieda all’amministratore di conoscere i nomi dei condomini morosi, ma la privacy impedisce di comunicarli. Ci si chiede se sia legittimo, pagare per conto di altri non è certo piacevole.

A far luce sull’argomento è La legge per tutti. Sulla possibilità conoscere o meno cognomi e nomi dei morosi si sono più volte espressi sia la giurisprudenza che il Garante della Privacy. Il condominio non è un soggetto autonomo e staccato rispetto ai proprietari degli appartamenti. Questo significa che gli interessi del condominio sono quelli dei singoli condomini. La diretta conseguenza è che sono i titolari delle abitazioni ad essere diretti destinatari di diritti e obblighi conseguenti alle parti ed ai servizi comuni dell’edificio. Tra i diritti vi è anche quello di conoscere le risorse economiche, il saldo del conto in banca, dei documenti (fiscali e non). In pratica, ciascun condomino può conoscere il nome dei morosi, anche senza il consenso degli interessati.

Il Garante della Privacy ha più volte affermato che la comunicazione dei nomi dei morosi deve avvenire nel rispetto della loro privacy. Dunque, se i nomi vengono chiesti durante l’assemblea di condominio, l’amministratore deve riferire il nome ed il cognome di chi non è in regola con i pagamenti, ma solo se non sono presenti soggetti esterni.

Tuttavia, l’amministratore non può esporre i nomi dei morosi nella bacheca condominiale accessibile a tutti, ad esempio se è posizionata nell’androne dell’edificio. In caso contrario, si corrono responsabilità penali e personali per l’amministratore, oltre all’obbligo del risarcimento del danno.

Può succedere che si chieda all’amministratore l’identità dei morosi via email, sapendo che la richiesta non è illecita, il destinatario non può comunque pubblicare o inoltrare il testo della comunicazione. Al pari è illegittimo riportare sui social il testo anche senza l’indicazione degli stessi evitando accuratamente di fornire dei riferimenti inequivocabili per la loro identificazione, si corre il rischio di diffamazione.

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