Mercato immobiliare stabile in Italia: Bankitalia migliora la domanda

Mercato immobiliare stabile in Italia Bankitalia migliora la domanda
Il mercato immobiliare stabile in Italia è quanto risulta dal sondaggio congiunturale della Banca d’Italia, in miglioramento la domanda

Il mercato immobiliare italiano sta lanciando segnali positivi, i prezzi delle case sono stabili e la domanda è in miglioramento. Questo è quanto emerge dal secondo sondaggio congiunturale della Banca d’Italia riferito al primo trimestre dell’anno in corso.

Si abbassa la percentuale degli agenti immobiliari che segnalano pressioni al ribasso sulle quotazioni passando dal 28 per cento del trimestre precedente all’attuale 25,4 per cento, mentre aumentano i giudizi di stabilità dei prezzi, che salgono al 71 per cento dal 67,8 per cento.

La percentuale delle agenzie che vendono almeno un’abitazione è intorno all’80 per cento (era 83,3 per cento) e la domanda sta migliorando. Il saldo relativo al numero di potenziali acquirenti aumenta a 10 punti percentuali (da 6). Per l’80 per cento si stipulano mutui ipotecari e il 18 per cento degli agenti indica come causa della decadenza degli incarichi la difficoltà dei potenziali acquirenti nell’ottenere un finanziamento, una quota che resta “contenuta” dopo aver toccato nel trimestre precedente il livello minimo dall’avvio del sondaggio nel 2009 (15,4 per cento).

Le prospettive degli operatori sono ottimiste sia a medio che a breve termine, anche se in misura lievemente inferiore rispetto al trimestre precedente.

Stabile anche il margine medio di sconto sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore (11 per cento nel primo trimestre da 10,6 per cento nel trimestre precedente), si accorciano inoltre i tempi di vendita (7,1 mesi da 7,4). Il divario tra prezzi offerti e domandati resta il motivo principale della cessazione dell’incarico.

Sul fronte delle locazioni, la percentuale di operatori che dichiara di aver locato almeno un immobile aumenta rispetto al sondaggio precedente (dall’85 per cento all’88,3 per cento). E il saldo fra giudizi di aumento e di riduzione dei canoni di locazione cresce, pur mantenendosi lievemente negativo (-2 punti percentuali da -6,8).

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