Prezzi delle case usate ad aprile: ancora una lieve riduzione

Prezzi delle case usate ad aprile ancora una lieve riduzione
I prezzi delle case usate ad aprile registrano ancora una lieve riduzione, cali maggiori in Basilicata, Trentino Alto Adige e Marche

Il mese di aprile ha registrato ancora un lieve calo dei prezzi delle case di seconda mano pari allo 0,1 per cento, attestandosi a 1.797 euro al metro quadro, nello stesso periodo dello scorso anno era di 1.874 euro al metro quadro, che significa un calo accumulato del 4,1 per cento. Questo è quanto emerge dal marketplace immobiliare idealista.

L’analisi regionale evidenzia che i cali maggiori sono stati registrati in Basilicata (-1,9 per cento), Trentino Alto Adige (-1,3 per cento) e Marche (-1,2 per cento); in Campania ed Emilia Romagna la diminuzione è dell’1 per cento. Tendenza opposta, invece, in Valle d’Aosta (1,5 per cento) e Liguria (1,1 per cento), seguite da Abruzzo e Calabria, entrambe con un incremento dell’1 per cento.

Come sempre, la regione più cara è la Liguria (2.622 euro al metro quadro), seguita dalla Valle d’Aosta (2.463 euro al metro quadro) che supera il Lazio (2.423 euro al metro quadro) a livello di valori nominali. Una conferma arriva anche per le regioni meno care, fanalino di coda è la Calabria con i suoi 898 euro al metro quadro, davanti a Molise (1.006 euro al metro quadro) e Sicilia (1.118 euro al metro quadro).

L’andamento prevalentemente negativo dei valori si riflette nel 57 per cento delle aree provinciali monitorate, con le riduzioni più evidenti a Matera (-4,2 per cento), Varese (-3,4) e Ravenna (-3,3); i rimbalzi maggiori di aprile si registrano a Frosinone (7,3 per cento), Pavia (5,4 per cento) e Belluno (3,7 per cento).

Le province più care sono Savona (3.439 euro al metro quadro), seguita da Bolzano (3.139) e Imperia (2.708). Biella è sempre la più economica con 649 euro al metro quadro, seguono Caltanissetta (755 euro) e Agrigento (806 euro).

Nella maggior parte dei capoluoghi italiani prevale il terreno negativo. Le variazioni di maggior rilievo interessano Benevento (6 per cento), Lodi (5,5 per cento) e Agrigento (4,5 per cento). Dal lato opposto si trovano Belluno (-5,8 per cento), Teramo (4,7 per cento) e Rieti (-4,6 per cento).

A Milano la flessione registrata è del 2,6 per cento rispetto a marzo, un brusca frenata che ha interrotto la graduale ripresa. Negli altri mercati non ci sono grandi cambiamenti, con oscillazizoni minime tra il +0,2 per cento di Palermo e Genova e il -0,4 per cento di Bari e Genova. Roma e Napoli recuperano lo 0,1 per cento.

Il capoluogo più costoso è Venezia (4.326 euro al metro quadro), seguita da Firenze (3.566) e Bolzano (3.434). Dal lato opposto si trovano Biella con 727 euro al metro quadro, Caltanissetta (751) e Agrigento (858).

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