Convocazione assemblea di condominio: le modalità consentite dalla legge

Convocazione assemblea di condominio le modalità consentite dalla legge
La convocazione assemblea di condominio deve essere effettuata a termini di legge, quali sono le modalità consentite

Molti sono le modalità in cui l’amministratore convoca i condomini per l’assemblea, dalla raccomandata con ricevuta di ritorno, in alcuni stabili si trovano nella cassetta della posta, in altri tramite mail o sms, oppure si affigge in avviso in bacheca.

Dopo la riforma del condominio, però, il Codice Civile specifica come e quando va inviata la convocazione dell’assemblea. Come riporta La legge per tutti, la Cassazione ha spiegato quale valore possono avere prassi diverse utilizzate da alcuni amministratori. Innanzitutto, per convocare regolarmente l’assemblea, bisogna predisporre un avviso che porti a conoscenza di tutti i condomini il giorno, l’ora ed il luogo fissati per lo svolgimento della riunione, nonché l’ordine del giorno. Di norma, l’avviso indica anche una seconda convocazione da tenersi nel caso in cui la prima vada deserta o comunque non possa deliberare per un numero insufficiente di partecipanti. La seconda convocazione deve tenersi almeno il giorno successivo e, comunque, non oltre 10 giorni dalla prima.

L’avviso di convocazione deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione. L’assemblea è annullabile solo in caso di contestazione entro 30 giorni da quando si è tenuta (o, per gli assenti, da quando ne hanno avuto notizia con la comunicazione del relativo verbale).

La legge stabilisce che l’avviso di convocazione può essere inviato a mezzo raccomandata a/r; posta elettronica certificata (Pec); fax; consegna a mano, di cui una copia va controfirmata e consegnata come prova all’amministratore. Naturalmente l’amministratore può scegliere di adottare differenti modi di consegna ai vari condomini. I costi postali vanno sempre ripartiti per millesimi e non possono essere imputati solo a chi richiede di ricevere la raccomandata e non accetta altri mezzi di comunicazione dell’avviso di convocazione.

Se l’ordine del giorno prevede il cambio di destinazione d’uso delle parti comuni dello stabile, l’amministratore è tenuto ad avvisare l’assemblea per lettera raccomandata o mezzi telematici, da far pervenire ai condomini almeno venti giorni prima della data fissata per l’assemblea ed affiggere un avviso con il medesimo contenuto nei locali di maggior uso comune. L’avviso deve rimanere visibile per non meno di trenta giorni consecutivi antecedenti la data fissata per l’assemblea. Inoltre, pena la nullità, deve essere indicata ed individuata chiaramente la parte comune oggetto della modificazione e la nuova destinazione d’uso proposta.

Ai fini del rispetto dei termini per la comunicazione dell’avviso di convocazione è necessario stabilire con esattezza il momento in cui il condomino riceve la comunicazione. Per la raccomandata a/r conta la data riportata sull’avviso di ricevimento compilato dall’ufficio postale; se la casa è in comproprietà, è sufficiente la consegna dell’avviso ad uno solo dei comproprietari; per il fax conta la data in cui il mittente riceve la conferma di invio; per la Pec conta la ricevuta di spedizione inviata dal gestore del servizio al mittente; per la consegna a mano è necessaria la firma di una ricevuta che dovrà essere quindi anche datata.

Tutti gli altri metodi di consegna dell’avviso di convocazione dell’assemblea non possono essere considerati validi in quanto non garantiscono la prova del ricevimento da parte del destinatario.