Tassa sui rifiuti non pagata o in ritardo: cosa dice la legge

Tassa sui rifiuti non pagata o in ritardo cosa dice la legge
La tassa sui rifiuti non pagata o in ritardo ha delle conseguenze, dalle sanzioni alla cartella esattoriale al pignoramento

Nessuno ama pagare le tasse, un’abitudine non solo italiana, naturalmente, ma, la tassa sui rifiuti è quella che maggiormente non piace. Si possono ottenere delle riduzioni, a volte l’esenzione ma, comunque sia, va pagata.

Scadenze e modalità  di pagamento della Tari vengono decise dal Comune di residenza. A seconda della città, infatti, la tassa sui rifiuti può essere pagata in un’unica soluzione oppure in tre rate. Il pagamento, invece, può essere effettuato con il modello F24, il bollettino postale o Mav. Ma cosa succede se si paga la Tari in ritardo o ci si dimentica di pagarla?

A spiegarlo nel dettaglio è La legge per tutti. Come accade in generale per tutte le tasse non pagate, anche sullaTari pagata in ritardo viene applicata una sanzione aggravata dagli interessi di mora che variano a seconda del ritardo con il quale si provvede al pagamento.

Nello specifico, se il pagamento avviene entro i primi 14 giorni si paga una mora dello 0,2 per cento per ogni giorno di ritardo; dal 15mo al 30mo giorno scatta una sanzione fissa del 1,5 per cento dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale; dal 31mo al 90mo giorno la mora sale all’1,67 per cento dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale; dal 91mo giorno fino a un anno, c’è una sanzione fissa del 3,75 per cento dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale; superato l’anno, all’importo si applica una sanzione pari al 30 per cento dell’imposta.

Il Comune, in caso di mancato o ritardato pagamento della Tari, sollecita il contribuente ma, se nulla dovesse accadere nel frattempo, le conseguenze possono essere ben più gravi della semplice applicazione degli interessi e/o della sanzione amministrativa. Se l’importo complessivo supera i 30mila euro si rischia addirittura il carcere per il reato di evasione fiscale. Per importi inferiori, invece, si commette solo un illecito tributario che comporta multe molto salate e pesanti sanzioni.

L’iscrizione a ruolo del debito avviene quando mancano in toto i pagamenti. In questi casi il Comune delega l’Agente della Riscossione al recupero coattivo dell’importo. Prima dell’esecuzione forzata è necessaria la notifica della cartella di pagamento. Decorsi 60 giorni dalla consegna al contribuente della cartella esattoriale, può essere avviato un pignoramento che non può avvenire oltre 1 anno dalla notifica. Scaduto questo termine, viene consegnata l’intimazione di pagamento, che ha una validità di 180 giorni, alla scadenza va rinnovata.

Il pignoramento può essere effettuato sullo stipendio, la pensione, il conto corrente, i fitti e le pigioni del contribuente. Per piccoli importi si procede con il fermo amministrativo dell’auto che deve essere anticipato con un preavviso di almeno 30 giorni.

Come tutti i crediti, anche la Tari è soggetta alla prescrizione, che in questo caso è di 5 anni. Il termine si calcola a partire dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’importo è dovuto. Oltre alla prescrizione, esiste anche il termine di decadenza che è quello entro cui va notificata la cartella di pagamento per mancato pagamento della Tari.

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