Building manager per le liti di condominio: l’amministratore 3.0

Building manager per le liti di condominio: l’amministratore 3.0
ll building manager per le liti di condominio è la nuova figura professionale che offre nuove opportunità di lavoro a giovani e non e rinnova il ruolo dell’amministratore “vecchia maniera”

Non c’è condominio in cui non esistano controversie ed a volte anche molto pesanti. A tentare di sedare le diatribe è l’amministratore di condominio che non sempre riesce nell’intento. Secondo i dati dell’Anapic (Associazione nazionale amministratori professionisti immobili e condomini), sono circa 2 milioni le controversie condominiale e 200 mila finiscono in Tribunale.

Sembra quindi essere arrivato il momento di dire basta agli amministratori di condominio “vecchia maniera” ed aggiornare la figura professionale che gestisce i meccanismi del condominio.

A lanciare la figura del “building manager”, un vero manager in grado di far fronte alle controversie e che susciti la fiducia dei condomini, è l’Anapic in occasione del lancio dei primi corsi di formazione a Roma, dove ha organizzato il convegno “L’amministratore di condominio alla luce delle normative vigenti: il nuovo building manager”.

La nuova figura professionale sarà in grado di affrontare dai temi normativi a quelli fiscali, passando per gli aspetti ambientali e urbanistici, fino a quelli che riguardano la comunicazione e la laedership, in altre parole, un amministratore di condominio 3.0, una opportunità per molti giovani e anche per chi ha perso il lavoro.

L’Anapic nasce nel 2012 a Milano guidata da Lucia Rizzi, oggi presidente nazionale dell’associazione, che ha dichiarato: “Secondo uno studio dell’Anapic, il numero di controversie condominiali si attesta in circa 2 milioni e di questi 200mila vengono dibattuti davanti a un Tribunale. Anapic vuole rivoluzionare l’idea di un condominio considerato incubatore di liti e grattacapi e la soluzione è formare professionisti che siano veri e propri buiding manager. La chiave di svolta sarebbe iniziare a formare i ragazzi sui banchi di scuola, anche perchè, quella dell’amministratore di condominio, potrebbe rappresentare per molti un’opportunità professionale. Che ci piaccia o no, il condominio esisterà sempre e c’è bisogno sempre di più di persone qualificate che considerino questo lavoro non un passatempo o una seconda attività da fare nei ritagli di tempo, ma una vera e propria professione”.