Attività commerciale troppo rumorosa sotto casa: cosa si può fare

Attività commerciale troppo rumorosa sotto casa cosa si può fare
Quando l’attività commerciale troppo rumorosa sotto casa dà fastidio, se il regolamento condominiale non stabilisce nessun divieto, non si può fare nulla

In un condominio, salvo rari casi, c’è sempre qualcuno o qualcosa che procura rumore, dal vicino che poca attenzione presta al volume della televisione, al cane che abbaia giorno e notte, agli impianti di areazione.

Ma ci sono altre fonti di rumore che possono risultare fastidiose, ad esempio, un bar o un negozio sotto casa. Come riportato da La legge per tutti, del problema si è recentemente occupato il Tribunale di Roma che ha valutato la possibilità di far cessare un’attività considerata molesta dai proprietari degli appartamenti. Una piccola premessa è necessaria, bisognerebbe essere abbastanza tolleranti oltre al fatto che il Codice Civile stabilisce quali siano le immissioni acustiche da considerare lecite.

Prima di agire nei confronti del negozio o bar troppo rumorosi, è necessario verificare se il regolamento di condominio consente di esercitare l’attività. In caso negativo, infatti, si potrebbe imporne la chiusura. Tuttavia, spesso il regolamento di condominio si mantiene sul generico per non creare problemi per la possibile vendita degli immobili.

Secondo il Tribunale di Roma, se il regolamento non vieta in modo esplicito di destinare i singoli immobili ad attività commerciali, il negozio o il bar, benché rumorosi, può restare aperto e non c’è modo di limitarne l’apertura.

Per quanto fastidioso possa essere l’andirivieni di clienti e fornitori, l’unico rimedio contro i disagi è ottemere la limitazione o la cessazione delle condotte moleste, ma questo non significa imporre la chiusura dell’attività commerciale. Il regolamento che riduce la facoltà d’uso dei singoli appartamenti o locali introduce limiti al diritto di proprietà e dunque deve ritenersi di stretta interpretazione non potendo essere applicato in via analogica a casi simili.

Diverso è se il regolamento condominiale dovesse vietare l’uso commerciale dell’immobile, in questo caso il proprietario non potrebbe affittarlo a terzi ben sapendo che sorgeranno problemi con il condominio. Il locatore è, infatti, tenuto a prevenire le violazioni del conduttore e a sanzionarle anche con la cessazione del contratto. Il condominio potrà agire esclusivamente contro il titolare dell’immobile in quanto unico responsabile della locazione proibita dal regolamento.

In caso di locale concesso in affitto, responsabile dei danni è sempre il gestore del locale e non anche il proprietario dello stesso. Tuttavia, ci sono dei casi in cui non possono ritenersi responsabili né il proprietario del locale rumoroso, né chi lo ha preso in locazione, a patto che si siano prese le opportune precauzioni. Ciò si verifica soprattutto quando i rumori provengono dall’esterno del locale. In determinate ipotesi, infatti, chiamato a rispondere dei danni prodotti dal disturbo alla quiete pubblica è direttamente il Comune. Secondo il Tar Lombardia non grava sul gestore dell’esercizio l’obbligo di vigilanza degli spazi esterni, è piuttosto il Comune a dover vigilare sugli schiamazzi. Per cui si potrà fare causa all’amministrazione locale.

In particolare il Tar Lombardia ha detto che se un locale disturba il vicinato con rumori molesti notturni il sindaco può intervenire ma con cautela. L’ordinanza di limitazione dell’orario di apertura dell’esercizio rumoroso deve infatti essere adeguatamente documentata e giustificata.

Quando il rumore del bar o del negozio crea fastidio solo a pochi condomini, l’unica strada possibile per tutelarsi è chiedere il risarcimento del danno e agire in via civile per la cessazione delle molestie acustiche. Si può, comunque, ottenere il risarcimento del danno che deve essere dimostrato.

La denuncia per disturbo della quiete pubblica è possibile quando gli schiamazzi all’esterno del bar superano i limiti della normale tollerabilità e che non sono strettamente connessi all’esercizio dell’attività del bar. Tuttavia, le molestie acustiche devono disturbare tutto il vicinato e non solo chi abita sopra l’attività commerciale.

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